Ti saluto Bologna di Ange de Clermont

Ti saluto Bologna cara e bella
con gli amici del cuore tutti quanti
sei liquorosa come caramella
sei buona e virtuosa coi tuo’ santi.

 Passa la storia nei tuoi bei palazzi
nelle piazze e le vie la giovinezza
e se pur gli studenti fanno i pazzi
tu promani malìa di gran bellezza.

Io vengo ogni anno a rivederti ancora
e vado visitando chiese e strade
dove arte e momoria mi dan gioia.

Il tuo sguardo cangiante si colora
e dal mio cuor ogni tristezza cade
quando riparto par che vita muoia.

Categoria: archeologia

Archeologia fenicio-punica diMassimo Pittau

ARCHEOLOGIA FENICIO-PUNICA IN SARDEGNA

Per i tipi della casa editrice cagliaritana CUEC, in elegante veste tipografica, il professore nella Facoltà di Lettere di Sassari Piero Bartoloni ha di recente pubblicato un libro intitolato Archeologia Fenicio-Punica in Sardegna – Introduzione allo studio. A mio giudizio si tratta di un’opera di notevole spessore scientifico, la quale tanto più si fa apprezzare, se viene confrontata con una precedente opera di Ferruccio Barreca, intitolata La Sardegna fenicia e punica, pubblicata in prima edizione nel 1974. Nonostante la sua fortuna editoriale, quest’opera del Barreca era nella sostanza inficiata da quella che non riesco a definire meglio, “ubriacatura di feniciomania e punicomania”. Nella Sardegna antica il Barreca vedeva Fenici e Punici o Cartaginesi numerosi e dappertutto. Sia sufficiente fare riferimento alla cartina degli insediamenti fenicio-punici in Sardegna (tav. II) e si constata che ne sono indicati ben 118, quasi in tutte le sue zone, nelle coste ma anche nelle zone interne e perfino in quelle montane. D’altronde il Barreca era stato preceduto, di qualche anno, da un altro autore, Sabatino Moscati, il quale nella sua opera Fenici e Cartaginesi in Sardegna (Milano 1968, pgg. 24-25) li aveva indicati presenti anche a Orgosolo, Gavoi, Teti, Aritzo e Meana. E in effetti i due autori avevano finito col trasformare i Fenici e i Cartaginesi, da naviganti e commercianti come tutti ritenevamo di sapere, in veri e propri conquistatori e montanari.

L’incontro con Bologna di Ange de Clermont

Come una sconvolgente donna bella,
dolce Bologna m’hai rubato il cuore
tanto che alle tue torri starei in sella
dall’alba chiara all’ultimo bagliore.

Categoria: versos in limba

Primu cuncursu literàriu tzitade de Thathari a cura di Domitilla Mannu

SEZIONE B – SCUOLE MEDIE SUPERIORI
CLASSIFICA POESIE E MOTIVAZIONI
PRIMA CLASSIFICATA EX-AEQUO: “PRO S’ABRUZZO” di Giommaria Selis – Sennori

Istituto Alberghiero – Sassari
Motivazione

Attraverso contrastanti immagini o similitudini tra la terra e la luna, il poeta esprime efficacemente l’immane tragedia del terremoto d‘Abruzzo sotto il profilo naturalistico-geologico. Ma è bastato il riferimento allo “scialle di lutto”, in chiusura, a sintetizzare il disastro anche dal lato umano e sociale, La sensibilità giovanile verso gli eventi del mondo circostante, è vieppiù avvalorata da una musicalità del verseggiare, da una buona forma espressiva e ortografica, condensate in pochi versi di sostanza e ad effetto.

images-2Pro s’ Abruzzo
Sa luna fit piena
fit groga che arantzu
sa luna fit raida
comente sa bentre de sa terra,
sa boza fit rneda
cheriat iscioppare,
s’est tremida tando
comente timende
sa terra de Abruzzo.
Sa luna fit piena
fit giara e lughente
sa terra niedda
che isciallu de luttu.

Categoria: versos in limba

Primu Cuncursu literàriu tzitade de Thathari a cura di Domitilla Mannu

Segnalazioni

Beranu

imagesBeranu istajione ‘e fiores,
m’ incantas cun sos colores,
su ruju e su birde t’ atzendent
e su coro meu allegrant.

Sa natura torrat a creschere,
sas piantas torrant a naschere,
su die cun tegus
est longu e allegru.

images-1A de notte mi che drommo eretu eretu,
in sas dies tuas fato meda tretu,
ca a campagna mi piaghet andare
e sas bacas de babbu abbaidare.
Beranu ti saludo cun s’ ispera
chi coites luego a torrare.

Giovanni Messina

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