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	<title>Accademia sarda di storia di cultura e di lingua &#187; versi in italiano</title>
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	<description>storia cultura e lingua italiana e sarda</description>
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		<title>Cantico dei Cantici: dialogo d&#8217;amore tra l&#8217;amata e l&#8217;amato</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 18:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Capitolo 1 TITOLO E PROLOGO [1]Cantico dei cantici, che è di Salomone. La sposa [2]Mi baci con i baci della sua bocca! Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino. [3]Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi, profumo olezzante è il tuo nome, per questo le giovinette ti amano. [4]Attirami dietro a te, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><strong><span style="color: #003366;"><em><span style="font-size: large;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1424.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7211" title="images-14" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1424.jpeg" alt="" width="130" height="92" /></a><br />
</span></em></span></strong></p>
<p>Capitolo 1</p>
<p>TITOLO E PROLOGO</p>
<p>[1]Cantico dei cantici, che è di Salomone.<br />
La sposa<br />
[2]Mi baci con i baci della sua bocca!<br />
Sì, le tue tenerezze sono più dolci del vino.<br />
[3]Per la fragranza sono inebrianti i tuoi profumi,<br />
profumo olezzante è il tuo nome,<br />
per questo le giovinette ti amano.<br />
[4]Attirami dietro a te, corriamo!<br />
M&#8217;introduca il re nelle sue stanze:<br />
gioiremo e ci rallegreremo per te,<br />
ricorderemo le tue tenerezze più del vino.<br />
A ragione ti amano!</p>
<p>PRIMO POEMA<br />
La sposa</p>
<p>[5]Bruna sono ma bella,<br />
o figlie di Gerusalemme,<br />
come le tende di Kedar,<br />
come i padiglioni di Salma.<br />
[6]Non state a guardare che sono bruna,<br />
poiché mi ha abbronzato il sole.<br />
I figli di mia madre si sono sdegnati con me:<br />
mi hanno messo a guardia delle vigne;<br />
la mia vigna, la mia, non l&#8217;ho custodita.<br />
[7]Dimmi, o amore dell&#8217;anima mia,<br />
dove vai a pascolare il gregge,<br />
dove lo fai riposare al meriggio,<br />
perché io non sia come vagabonda<br />
dietro i greggi dei tuoi compagni.</p>
<p>Il coro<br />
[8]Se non lo sai, o bellissima tra le donne,<br />
segui le orme del gregge<br />
e mena a pascolare le tue caprette<br />
presso le dimore dei pastori.</p>
<p>Lo sposo<br />
[9]Alla cavalla del cocchio del faraone<br />
io ti assomiglio, amica mia.<br />
[10]Belle sono le tue guance fra i pendenti,<br />
il tuo collo fra i vezzi di perle.<br />
[11]Faremo per te pendenti d&#8217;oro,<br />
con grani d&#8217;argento.</p>
<p>Duetto<br />
[12]Mentre il re è nel suo recinto,<br />
il mio nardo spande il suo profumo.<br />
[13]Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra,<br />
riposa sul mio petto.<br />
[14]Il mio diletto è per me un grappolo di cipro<br />
nelle vigne di Engàddi.<br />
[15]Come sei bella, amica mia, come sei bella!<br />
I tuoi occhi sono colombe.<br />
[16]Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!<br />
Anche il nostro letto è verdeggiante.<br />
[17]Le travi della nostra casa sono i cedri,<br />
nostro soffitto sono i cipressi.<span id="more-7210"></span></p>
<p>Capitolo 2</p>
<p>[1]Io sono un narciso di Saron,<br />
un giglio delle valli.<br />
[2]Come un giglio fra i cardi,<br />
così la mia amata tra le fanciulle.<br />
[3]Come un melo tra gli alberi del bosco,<br />
il mio diletto fra i giovani.<br />
Alla sua ombra, cui anelavo, mi siedo<br />
e dolce è il suo frutto al mio palato.<br />
[4]Mi ha introdotto nella cella del vino<br />
e il suo vessillo su di me è amore.<br />
[5]Sostenetemi con focacce d&#8217;uva passa,<br />
rinfrancatemi con pomi,<br />
perché io sono malata d&#8217;amore.<br />
[6]La sua sinistra è sotto il mio capo<br />
e la sua destra mi abbraccia.<br />
[7]Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,<br />
per le gazzelle o per le cerve dei campi:<br />
non destate, non scuotete dal sonno l&#8217;amata,<br />
finché essa non lo voglia.</p>
<p>SECONDO POEMA</p>
<p>La sposa<br />
[8]Una voce! Il mio diletto!<br />
Eccolo, viene<br />
saltando per i monti,<br />
balzando per le colline.<br />
[9]Somiglia il mio diletto a un capriolo<br />
o ad un cerbiatto.<br />
Eccolo, egli sta<br />
dietro il nostro muro;<br />
guarda dalla finestra,<br />
spia attraverso le inferriate.<br />
[10]Ora parla il mio diletto e mi dice:<br />
«Alzati, amica mia,<br />
mia bella, e vieni!<br />
[11]Perché, ecco, l&#8217;inverno è passato,<br />
è cessata la pioggia, se n&#8217;è andata;<br />
[12]i fiori sono apparsi nei campi,<br />
il tempo del canto è tornato<br />
e la voce della tortora ancora si fa sentire<br />
nella nostra campagna.<br />
[13]Il fico ha messo fuori i primi frutti<br />
e le viti fiorite spandono fragranza.<br />
Alzati, amica mia,<br />
mia bella, e vieni!<br />
[14]O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia,<br />
nei nascondigli dei dirupi,<br />
mostrami il tuo viso,<br />
fammi sentire la tua voce,<br />
perché la tua voce è soave,<br />
il tuo viso è leggiadro».<br />
[15]Prendeteci le volpi,<br />
le volpi piccoline<br />
che guastano le vigne,<br />
perché le nostre vigne sono in fiore.<br />
[16]Il mio diletto è per me e io per lui.<br />
Egli pascola il gregge fra i figli.<br />
[17]Prima che spiri la brezza del giorno<br />
e si allunghino le ombre,<br />
ritorna, o mio diletto,<br />
somigliante alla gazzella<br />
o al cerbiatto,<br />
sopra i monti degli aromi.<!--more--></p>
<p>Capitolo 3</p>
<p>[1]Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato<br />
l&#8217;amato del mio cuore;<br />
l&#8217;ho cercato, ma non l&#8217;ho trovato.<br />
[2]«Mi alzerò e farò il giro della città;<br />
per le strade e per le piazze;<br />
voglio cercare l&#8217;amato del mio cuore».<br />
L&#8217;ho cercato, ma non l&#8217;ho trovato.<br />
[3]Mi hanno incontrato le guardie che fanno la ronda:<br />
«Avete visto l&#8217;amato del mio cuore?».<br />
[4]Da poco le avevo oltrepassate,<br />
quando trovai l&#8217;amato del mio cuore.<br />
Lo strinsi fortemente e non lo lascerò<br />
finché non l&#8217;abbia condotto in casa di mia madre,<br />
nella stanza della mia genitrice.</p>
<p>Lo sposo<br />
[5]Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,<br />
per le gazzelle e per le cerve dei campi:<br />
non destate, non scuotete dal sonno l&#8217;amata<br />
finché essa non lo voglia.</p>
<p>TERZO POEMA</p>
<p>Il poeta<br />
[6]Che cos&#8217;è che sale dal deserto<br />
come una colonna di fumo,<br />
esalando profumo di mirra e d&#8217;incenso<br />
e d&#8217;ogni polvere aromatica?<br />
[7]Ecco, la lettiga di Salomone:<br />
sessanta prodi le stanno intorno,<br />
tra i più valorosi d&#8217;Israele.<br />
[8]Tutti sanno maneggiare la spada,<br />
sono esperti nella guerra;<br />
ognuno porta la spada al fianco<br />
contro i pericoli della notte.<br />
[9]Un baldacchino s&#8217;è fatto il re Salomone,<br />
con legno del Libano.<br />
[10]Le sue colonne le ha fatte d&#8217;argento,<br />
d&#8217;oro la sua spalliera;<br />
il suo seggio di porpora,<br />
il centro è un ricamo d&#8217;amore<br />
delle fanciulle di Gerusalemme.<br />
[11]Uscite figlie di Sion,<br />
guardate il re Salomone<br />
con la corona che gli pose sua madre,<br />
nel giorno delle sue nozze,<br />
nel giorno della gioia del suo cuore.</p>
<p>Capitolo 4</p>
<p>Lo sposo<br />
[1]Come sei bella, amica mia, come sei bella!<br />
Gli occhi tuoi sono colombe,<br />
dietro il tuo velo.<br />
Le tue chiome sono un gregge di capre,<br />
che scendono dalle pendici del Gàlaad.<br />
[2]I tuoi denti come un gregge di pecore tosate,<br />
che risalgono dal bagno;<br />
tutte procedono appaiate,<br />
e nessuna è senza compagna.<br />
[3]Come un nastro di porpora le tue labbra<br />
e la tua bocca è soffusa di grazia;<br />
come spicchio di melagrana la tua gota<br />
attraverso il tuo velo.<br />
[4]Come la torre di Davide il tuo collo,<br />
costruita a guisa di fortezza.<br />
Mille scudi vi sono appesi,<br />
tutte armature di prodi.<br />
[5]I tuoi seni sono come due cerbiatti,<br />
gemelli di una gazzella,<br />
che pascolano fra i gigli.<br />
[6]Prima che spiri la brezza del giorno<br />
e si allunghino le ombre,<br />
me ne andrò al monte della mirra<br />
e alla collina dell&#8217;incenso.<br />
[7]Tutta bella tu sei, amica mia,<br />
in te nessuna macchia.<br />
[8]Vieni con me dal Libano, o sposa,<br />
con me dal Libano, vieni!<br />
Osserva dalla cima dell&#8217;Amana,<br />
dalla cima del Senìr e dell&#8217;Ermon,<br />
dalle tane dei leoni,<br />
dai monti dei leopardi.<br />
[9]Tu mi hai rapito il cuore,<br />
sorella mia, sposa,<br />
tu mi hai rapito il cuore<br />
con un solo tuo sguardo,<br />
con una perla sola della tua collana!<br />
[10]Quanto sono soavi le tue carezze,<br />
sorella mia, sposa,<br />
quanto più deliziose del vino le tue carezze.<br />
L&#8217;odore dei tuoi profumi sorpassa tutti gli aromi.<br />
[11]Le tue labbra stillano miele vergine, o sposa,<br />
c&#8217;è miele e latte sotto la tua lingua<br />
e il profumo delle tue vesti è come il profumo del Libano.<br />
[12]Giardino chiuso tu sei,<br />
sorella mia, sposa,<br />
giardino chiuso, fontana sigillata.<br />
[13]I tuoi germogli sono un giardino di melagrane,<br />
con i frutti più squisiti,<br />
alberi di cipro con nardo,<br />
[14]nardo e zafferano, cannella e cinnamòmo<br />
con ogni specie d&#8217;alberi da incenso;<br />
mirra e aloe<br />
con tutti i migliori aromi.<br />
[15]Fontana che irrora i giardini,<br />
pozzo d&#8217;acque vive<br />
e ruscelli sgorganti dal Libano.</p>
<p>La sposa<br />
[16]Lèvati, aquilone, e tu, austro, vieni,<br />
soffia nel mio giardino<br />
si effondano i suoi aromi.<br />
Venga il mio diletto nel suo giardino<br />
e ne mangi i frutti squisiti.</p>
<p>Capitolo 5</p>
<p>Lo sposo<br />
[1]Son venuto nel mio giardino, sorella mia, sposa,<br />
e raccolgo la mia mirra e il mio balsamo;<br />
mangio il mio favo e il mio miele,<br />
bevo il mio vino e il mio latte.<br />
Mangiate, amici, bevete;<br />
inebriatevi, o cari.</p>
<p>QUARTO POEMA</p>
<p>La sposa<br />
[2]Io dormo, ma il mio cuore veglia.<br />
Un rumore! E&#8217; il mio diletto che bussa:<br />
«Aprimi, sorella mia,<br />
mia amica, mia colomba, perfetta mia;<br />
perché il mio capo è bagnato di rugiada,<br />
i miei riccioli di gocce notturne».<br />
[3]«Mi sono tolta la veste;<br />
come indossarla ancora?<br />
Mi sono lavata i piedi;<br />
come ancora sporcarli?».<br />
[4]Il mio diletto ha messo la mano nello spiraglio<br />
e un fremito mi ha sconvolta.<br />
[5]Mi sono alzata per aprire al mio diletto<br />
e le mie mani stillavano mirra,<br />
fluiva mirra dalle mie dita<br />
sulla maniglia del chiavistello.<br />
[6]Ho aperto allora al mio diletto,<br />
ma il mio diletto gia se n&#8217;era andato, era scomparso.<br />
Io venni meno, per la sua scomparsa.<br />
L&#8217;ho cercato, ma non l&#8217;ho trovato,<br />
l&#8217;ho chiamato, ma non m&#8217;ha risposto.<br />
[7]Mi han trovato le guardie che perlustrano la città;<br />
mi han percosso, mi hanno ferito,<br />
mi han tolto il mantello<br />
le guardie delle mura.<br />
[8]Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,<br />
se trovate il mio diletto,<br />
che cosa gli racconterete?<br />
Che sono malata d&#8217;amore!</p>
<p>Il coro<br />
[9]Che ha il tuo diletto di diverso da un altro,<br />
o tu, la più bella fra le donne?<br />
Che ha il tuo diletto di diverso da un altro,<br />
perché così ci scongiuri?</p>
<p>La sposa<br />
[10]Il mio diletto è bianco e vermiglio,<br />
riconoscibile fra mille e mille.<br />
[11]Il suo capo è oro, oro puro,<br />
i suoi riccioli grappoli di palma,<br />
neri come il corvo.<br />
[12]I suoi occhi, come colombe<br />
su ruscelli di acqua;<br />
i suoi denti bagnati nel latte,<br />
posti in un castone.<br />
[13]Le sue guance, come aiuole di balsamo,<br />
aiuole di erbe profumate;<br />
le sue labbra sono gigli,<br />
che stillano fluida mirra.<br />
[14]Le sue mani sono anelli d&#8217;oro,<br />
incastonati di gemme di Tarsis.<br />
Il suo petto è tutto d&#8217;avorio,<br />
tempestato di zaffiri.<br />
[15]Le sue gambe, colonne di alabastro,<br />
posate su basi d&#8217;oro puro.<br />
Il suo aspetto è quello del Libano,<br />
magnifico come i cedri.<br />
[16]Dolcezza è il suo palato;<br />
egli è tutto delizie!<br />
Questo è il mio diletto, questo è il mio amico,<br />
o figlie di Gerusalemme.</p>
<p>Capitolo 6</p>
<p>Il coro<br />
[1]Dov&#8217;è andato il tuo diletto,<br />
o bella fra le donne?<br />
Dove si è recato il tuo diletto,<br />
perché noi lo possiamo cercare con te?</p>
<p>La sposa<br />
[2]Il mio diletto era sceso nel suo giardino<br />
fra le aiuole del balsamo<br />
a pascolare il gregge nei giardini<br />
e a cogliere gigli.<br />
[3]Io sono per il mio diletto e il mio diletto è per me;<br />
egli pascola il gregge tra i gigli.</p>
<p>QUINTO POEMA</p>
<p>Lo sposo<br />
[4]Tu sei bella, amica mia, come Tirza,<br />
leggiadra come Gerusalemme,<br />
terribile come schiere a vessilli spiegati.<br />
[5]Distogli da me i tuoi occhi:<br />
il loro sguardo mi turba.<br />
Le tue chiome sono come un gregge di capre<br />
che scendono dal Gàlaad.<br />
[6]I tuoi denti come un gregge di pecore<br />
che risalgono dal bagno.<br />
Tutte procedono appaiate<br />
e nessuna è senza compagna.<br />
[7]Come spicchio di melagrana la tua gota,<br />
attraverso il tuo velo.<br />
[8]Sessanta sono le regine,<br />
ottanta le altre spose,<br />
le fanciulle senza numero.<br />
[9]Ma unica è la mia colomba la mia perfetta,<br />
ella è l&#8217;unica di sua madre,<br />
la preferita della sua genitrice.<br />
L&#8217;hanno vista le giovani e l&#8217;hanno detta beata,<br />
le regine e le altre spose ne hanno intessuto le lodi.<br />
[10]«Chi è costei che sorge come l&#8217;aurora,<br />
bella come la luna, fulgida come il sole,<br />
terribile come schiere a vessilli spiegati?».<br />
[11]Nel giardino dei noci io sono sceso,<br />
per vedere il verdeggiare della valle,<br />
per vedere se la vite metteva germogli,<br />
se fiorivano i melograni.<br />
[12]Non lo so, ma il mio desiderio mi ha posto<br />
sui carri di Ammi-nadìb.</p>
<p>Capitolo 7</p>
<p>Il coro<br />
[1]«Volgiti, volgiti, Sulammita,<br />
volgiti, volgiti: vogliamo ammirarti».<br />
«Che ammirate nella Sulammita<br />
durante la danza a due schiere?».</p>
<p>Lo sposo<br />
[2]«Come son belli i tuoi piedi<br />
nei sandali, figlia di principe!<br />
Le curve dei tuoi fianchi sono come monili,<br />
opera di mani d&#8217;artista.<br />
[3]Il tuo ombelico è una coppa rotonda<br />
che non manca mai di vino drogato.<br />
Il tuo ventre è un mucchio di grano,<br />
circondato da gigli.<br />
[4]I tuoi seni come due cerbiatti,<br />
gemelli di gazzella.<br />
[5]Il tuo collo come una torre d&#8217;avorio;<br />
i tuoi occhi sono come i laghetti di Chesbòn,<br />
presso la porta di Bat-Rabbìm;<br />
il tuo naso come la torre del Libano<br />
che fa la guardia verso Damasco.<br />
[6]Il tuo capo si erge su di te come il Carmelo<br />
e la chioma del tuo capo è come la porpora;<br />
un re è stato preso dalle tue trecce».<br />
[7]Quanto sei bella e quanto sei graziosa,<br />
o amore, figlia di delizie!<br />
[8]La tua statura rassomiglia a una palma<br />
e i tuoi seni ai grappoli.<br />
[9]Ho detto: «Salirò sulla palma,<br />
coglierò i grappoli di datteri;<br />
mi siano i tuoi seni come grappoli d&#8217;uva<br />
e il profumo del tuo respiro come di pomi».</p>
<p>La sposa<br />
[10]«Il tuo palato è come vino squisito,<br />
che scorre dritto verso il mio diletto<br />
e fluisce sulle labbra e sui denti!<br />
[11]Io sono per il mio diletto<br />
e la sua brama è verso di me.<br />
[12]Vieni, mio diletto, andiamo nei campi,<br />
passiamo la notte nei villaggi.<br />
[13]Di buon mattino andremo alle vigne;<br />
vedremo se mette gemme la vite,<br />
se sbocciano i fiori,<br />
se fioriscono i melograni:<br />
là ti darò le mie carezze!<br />
[14]Le mandragore mandano profumo;<br />
alle nostre porte c&#8217;è ogni specie di frutti squisiti,<br />
freschi e secchi;<br />
mio diletto, li ho serbati per te».</p>
<p>Capitolo 8</p>
<p>[1]Oh se tu fossi un mio fratello,<br />
allattato al seno di mia madre!<br />
Trovandoti fuori ti potrei baciare<br />
e nessuno potrebbe disprezzarmi.<br />
[2]Ti condurrei, ti introdurrei nella casa di mia madre;<br />
m&#8217;insegneresti l&#8217;arte dell&#8217;amore.<br />
Ti farei bere vino aromatico,<br />
del succo del mio melograno.<br />
[3]La sua sinistra è sotto il mio capo<br />
e la sua destra mi abbraccia.</p>
<p>Lo sposo<br />
[4]Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme,<br />
non destate, non scuotete dal sonno l&#8217;amata,<br />
finché non lo voglia.</p>
<p>EPILOGO</p>
<p>[5]Chi è colei che sale dal deserto,<br />
appoggiata al suo diletto?<br />
Sotto il melo ti ho svegliata;<br />
là, dove ti concepì tua madre,<br />
là, dove la tua genitrice ti partorì.</p>
<p>La sposa<br />
[6]Mettimi come sigillo sul tuo cuore,<br />
come sigillo sul tuo braccio;<br />
perché forte come la morte è l&#8217;amore,<br />
tenace come gli inferi è la passione:<br />
le sue vampe son vampe di fuoco,<br />
una fiamma del Signore!<br />
[7]Le grandi acque non possono spegnere l&#8217;amore<br />
né i fiumi travolgerlo.<br />
Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa<br />
in cambio dell&#8217;amore, non ne avrebbe che dispregio.</p>
<p>APPENDICI</p>
<p>Due epigrammi</p>
<p>[8]Una sorella piccola abbiamo,<br />
e ancora non ha seni.<br />
Che faremo per la nostra sorella,<br />
nel giorno in cui se ne parlerà?<br />
[9]Se fosse un muro,<br />
le costruiremmo sopra un recinto d&#8217;argento;<br />
se fosse una porta,<br />
la rafforzeremmo con tavole di cedro.<br />
[10]Io sono un muro<br />
e i miei seni sono come torri!<br />
Così sono ai suoi occhi<br />
come colei che ha trovato pace!<br />
[11]Una vigna aveva Salomone in Baal-Hamòn;<br />
egli affidò la vigna ai custodi;<br />
ciascuno gli doveva portare come suo frutto<br />
mille sicli d&#8217;argento.<br />
[12]La vigna mia, proprio mia, mi sta davanti:<br />
a te, Salomone, i mille sicli<br />
e duecento per i custodi del suo frutto!</p>
<p>Ultime aggiunte<br />
[13]Tu che abiti nei giardini<br />
- i compagni stanno in ascolto -<br />
fammi sentire la tua voce.<br />
[14]«Fuggi, mio diletto,<br />
simile a gazzella<br />
o ad un cerbiatto,<br />
sopra i monti degli aromi!».</p>
<div><span style="color: #000080;"><strong><br />
</strong></span></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Nella notte senza luna di Ange de Clermont</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 15:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
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		<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Nella notte senza luna nella notte senza vento non si va a cercar fortuna senza provare spavento. &#160; La mancanza della luce nel terrore dei fantasmi tutte le fanciulle induce a provar del cuor gli spasmi. &#160; Ma Tonietta, pur temendo, nel bel mezzo della notte lascia il letto e via correndo va a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images126.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-7114" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images126.jpeg" alt="" width="93" height="121" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella notte senza luna<br />
nella notte senza vento<br />
non si va a cercar fortuna<br />
senza provare spavento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mancanza della luce<br />
nel terrore dei fantasmi<br />
tutte le fanciulle induce<br />
a provar del cuor gli spasmi.<span id="more-7113"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//10521_1136679536081_1200124174_30337523_3901892_n.jpg"><br />
</a>Ma Tonietta, pur temendo,<br />
nel bel mezzo della notte<br />
lascia il letto e via correndo<br />
va a cercare le sue cotte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed allor che cosa avvenne<br />
mia lettrice scatenata<br />
all&#8217;impavida trentenne<br />
mezzo sana e mezzo matta?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi allor la fiaba nera<br />
che una vecchia le contava<br />
in sul fare della sera<br />
mentre attenta l&#8217;ascoltava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Una volta c&#8217;era un uomo<br />
in una città sbagliata<br />
né di Bergamo e di Como<br />
né di Roma e Macerata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;età sua era un mistero<br />
nell&#8217;aspetto era anziano<br />
dentro il cuor un giovin fiero<br />
nella testa mezzo insano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Verdina prese amore<br />
e la sera e la mattina<br />
gli batteva forte il cuore<br />
quasi fosse una regina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella notte senza vento<br />
nella notte senza luna<br />
risvegliato dal tormento<br />
egli lasciava la cuna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E correndo nella notte<br />
alle poche stelle urlava<br />
minacciandole di botte<br />
ché l&#8217;amor lo tormentava.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma le stelle da lontano<br />
lo lasciavano gridare<br />
ritenendolo un villano<br />
nel suo dire e nel suo fare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’uomo allora per dispetto<br />
prese terra prese mare<br />
e a Venezia con diletto<br />
volle solo veleggiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Là conobbe una regina<br />
bionda, dolce e innamorata<br />
che somigliava a Verdina<br />
da sembrare lei esatta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’uomo matto s’invaghì<br />
e divenne suo scudiero<br />
fino a quando lo rapì<br />
dentro un vago cimitero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dove in lapide scolpita<br />
ritrovò la sua Verdina<br />
si voltò per la salita<br />
scompars’era la regina.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Corse allor dallo spavento<br />
l’uomo insano innamorato<br />
e scomparve come il vento<br />
e giammai fu ritrovato.”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così narrano le fole<br />
senza capo e senza coda.<br />
O Tonietta, se ti duole<br />
Lascia perdere la moda</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>D’ascoltare vecchie storie<br />
Senza senso e senza testa.<br />
Non cercar lontan le glorie<br />
E nel tuo bel letto resta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La danza del globo terrestre di Ange de Clermont</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2011/12/la-danza-del-globo-terrestre/</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angelinotedde.com/?p=6871</guid>
		<description><![CDATA[Stamane all’improvviso ho scoperto che sei come una bella donna davanti ai riflettori, o tondeggiante terra. &#160; Ora mostri il tuo viso le tue spalle oppure il tuo bel seno, al sole che sorride e ti dardeggia &#160; E poi, danzando, ti allontani lentamente, mostri solamente la ridondante pancia e il tondeggiante ingombro. &#160; Ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images122.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6872" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images122.jpeg" alt="" width="105" height="135" /></a>Stamane<br />
all’improvviso<br />
ho scoperto<br />
che sei<br />
come una bella donna<br />
davanti ai riflettori,<br />
o tondeggiante terra.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1176.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6873" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1176.jpeg" alt="" width="135" height="101" /></a>Ora mostri il tuo viso<br />
le tue spalle<br />
oppure<br />
il tuo bel seno,<br />
al sole<br />
che sorride<br />
e ti dardeggia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2137.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6874" title="images-2" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2137.jpeg" alt="" width="150" height="113" /></a>E poi,<br />
danzando,<br />
ti allontani<br />
lentamente,<br />
mostri<br />
solamente</p>
<p>la ridondante pancia<br />
e il tondeggiante<br />
ingombro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-3112.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6875" title="images-3" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-3112.jpeg" alt="" width="143" height="107" /></a>Ti ho scoperta,<br />
lo sai,<br />
che quando<br />
vai sfacciata<br />
sotto il sole<br />
mi porti di primavera<br />
le viole<br />
e dell’estate caldo<br />
le carole,<br />
e quando<br />
man mano ti allontani<br />
tu mi porti l’autunno,<br />
e quando giochi<br />
a nascondino,<br />
l’inverno,<br />
discola,<br />
mi porti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-495.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6876" title="images-4" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-495.jpeg" alt="" width="130" height="130" /></a>Il tuo giro<br />
tortuoso<br />
per te,<br />
amata terra,<br />
è un sollazzo,<br />
ma per me<br />
ormai vecchio<br />
e appassito<br />
no di certo.<br />
Mi sussurri,<br />
beffarda:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-579.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6877" title="images-5" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-579.jpeg" alt="" width="130" height="102" /></a>-Troppo<br />
mi hai veduta<br />
girare<br />
e rigirare.<br />
Il tuo tempo<br />
è scaduto<br />
or te ne devi<br />
andare.-</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-753.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6886" title="images-7" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-753.jpeg" alt="" width="92" height="128" /></a>-Sicuro,<br />
me ne andrò,<br />
dell&#8217;Essere<br />
al Mare!<br />
Tu, Globo<br />
Immanente,<br />
continua pure<br />
intorno<br />
al Sole<br />
a girare<br />
monotono<br />
e indifferente<br />
all&#8217;umano<br />
passare.-</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Vento, vento, portami via con te!  di Ange de Clermont</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2011/10/vento-vento-portami-via-con-te-di-ange-de-clermont/</link>
		<comments>http://www.angelinotedde.com/2011/10/vento-vento-portami-via-con-te-di-ange-de-clermont/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 19:35:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angelinotedde.com/?p=6638</guid>
		<description><![CDATA[A brandelli ti recupero al mio cuore maturo, madre mia, senza tomba e senza croce. &#8220;Vento, vento,&#8221; cantavi &#8220;portami via con te&#8221;. E il vento ti ha portato via al mio cuore di fanciullo innamorato di te. Quando mi dissero che eri spirata il cuore si fermò per un attimo e quello fu il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images115.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6639" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images115.jpeg" alt="" width="110" height="73" /></a></p>
<p>A brandelli<br />
ti recupero<br />
al mio cuore<br />
maturo,<br />
madre mia,<br />
senza tomba<br />
e senza croce.</p>
<p>&#8220;Vento, vento,&#8221;<br />
cantavi<br />
&#8220;portami via con te&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1167.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6640" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1167.jpeg" alt="" width="143" height="112" /></a>E il vento<br />
ti ha portato via<br />
al mio cuore<br />
di fanciullo<br />
innamorato di te.<br />
Quando mi dissero<br />
che eri spirata<br />
il cuore si fermò<br />
per un attimo<br />
e quello fu il mio pianto.<br />
Non un bacio<br />
sulla fronte<br />
non un funerale<br />
nè un vestito<br />
sul tuo esanime corpo.<br />
Le tue ossa<br />
alla terra<br />
alla pioggia<br />
e al vento.<br />
Ma la tua voce<br />
intona,<br />
dopo tanti anni,<br />
ancora<br />
nel mio cuore:<br />
&#8220;Vento, vento,<br />
portami via con te!&#8221;.<br />
<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2133.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6641" title="images-2" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2133.jpeg" alt="" width="137" height="69" /><span id="more-6638"></span></a>Anch&#8217;io voglio<br />
cantare mamma:<br />
&#8220;Ma senza alcun<br />
rimpianto<br />
voglio scordare<br />
un tradimento&#8221;.<br />
Il tuo<br />
mamma:<br />
&#8220;Portami via con te&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Custu ider cheria di Giovanni Soro</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2011/10/custu-ider-cheria-di-giovanni-soro/</link>
		<comments>http://www.angelinotedde.com/2011/10/custu-ider-cheria-di-giovanni-soro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2011 05:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angelinotedde.com/?p=6602</guid>
		<description><![CDATA[ Ite ‘ider in bois cheria, fizos de su coro, dechidos risos de tempestas serenas chi carignan’ s’anima cun manos de lentore e abbratzan’ cuntentas sos caminos patìdos de s’ispera. &#160; Oh! No es’ moribunda sa die in caras chi pedin’ e miradas de luna e ojos de sole e amores de mamas. &#160; Cantare cheria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2010.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6603" title="images-20" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2010.jpeg" alt="" width="124" height="107" /></a> Ite ‘ider in bois cheria,<br />
fizos de su coro,<br />
dechidos risos<br />
de tempestas serenas<br />
chi carignan’ s’anima<br />
cun manos de lentore<br />
e abbratzan’ cuntentas<br />
sos caminos patìdos<br />
de s’ispera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2132.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6604" title="images-21" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2132.jpeg" alt="" width="150" height="113" /></a>Oh! No es’ moribunda<br />
sa die<br />
in caras chi pedin’<br />
e miradas de luna<br />
e ojos de sole<br />
e amores de mamas.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2213.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6605" title="images-22" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2213.jpeg" alt="" width="135" height="89" /></a>Cantare cheria cun bois<br />
cantones de ‘eranu<br />
in mesu a chelos<br />
de ispantu<br />
e cun bois allumare<br />
fiores de allegria<br />
pro bugnos de omines<br />
ingratos.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2312.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6606" title="images-23" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2312.jpeg" alt="" width="150" height="113" /></a>Oh! No es’ moribunda<br />
sa vida<br />
in coros chi aman’<br />
e disizan’<br />
e pigan’<br />
chen’ischire<br />
a s’altare ‘e su dolu<br />
ue brotan’ sas voluntades<br />
de sos sonnios<br />
prommissos<br />
in su mundu de lughes<br />
felitze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2413.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6607" title="images-24" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2413.jpeg" alt="" width="112" height="128" /></a>Custu ,<br />
fizos de su coro,<br />
in bois<br />
bider cheria</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Che foza sicca di Giangavino Vasco a cura di Domitilla Mannu</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2011/10/che-foza-sicca-di-giangavino-vasco-a-cura-di-domitilla-mannu/</link>
		<comments>http://www.angelinotedde.com/2011/10/che-foza-sicca-di-giangavino-vasco-a-cura-di-domitilla-mannu/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 10:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[versos in limba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angelinotedde.com/?p=6543</guid>
		<description><![CDATA[Cando su ‘entu sulat airadu manc’una foza lassat in sa ‘ia, e cando bi nd’abarrat un’ebbia issa ti narat: &#60;&#60; Sola m’ant lassadu!            Su tempus ch’irde fia ch’est coladu e sicca como ch’est s’ànima mia; chi mi lasseren sola non creìa; s’àlbure deo puru ap’azuadu. &#62;&#62;  Comente custa foza abbandonada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px; font-weight: bold;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1040.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6544" title="images-10" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1040.jpeg" alt="" width="130" height="105" /></a>Cando su ‘entu sulat airadu<br />
<span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">manc’una foza lassat in sa ‘ia,<br />
e cando bi nd’abarrat un’ebbia<br />
issa ti narat: &lt;&lt; Sola m’ant lassadu!           </span></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Su tempus ch’irde fia ch’est coladu<br />
e sicca como ch’est s’ànima mia;<br />
chi mi lasseren sola non creìa;<br />
s’àlbure deo puru ap’azuadu. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1166.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6545" title="images-11" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1166.jpeg" alt="" width="112" height="143" /></a> Comente custa foza abbandonada<br />
ses tue, solu e tristu in custa etzesa.<br />
Sa vida, ch’in su tempus ch’est colada,<br />
manc’un’ispera t’at lassadu atzesa.</p>
<p style="text-align: left;"> Sa cumpanzia tua ch’est bolada<br />
e donzi fortza in s’ànimu est arresa.<br />
Cando su ‘entu torrat a sulare,<br />
narabìlu: “ Cun tegus cherz’andare.”</p>
<p style="text-align: left;">19 agosto 2006</p>
<p style="text-align: left;">  2°Premio alla II Edizione del Premio di Poesia “S’isciareu” – FLUSSIO 12.12.2009</p>
<p style="text-align: left;">Traduzione in Italiano della poesia “Che foza sicca”</p>
<p style="text-align: left;"> <span class="Apple-style-span">Come una foglia secca</span></p>
<p style="text-align: left;"> Quando il vento soffia irato,<br />
non lascia per strada neanche una foglia,<br />
e quando ne resta soltanto una<br />
essa ti dice: &lt;&lt; Sola mi han lasciato!</p>
<p style="text-align: left;">Il tempo in cui ero verde è passato<br />
ed ora la mia anima è inaridita;<br />
non credevo che mi lasciassero sola<br />
anch’io ho aiutato l’albero. &gt;&gt;</p>
<p style="text-align: left;">Così come questa foglia abbandonata,<br />
sei tu, solo e triste in questa vecchiaia.<br />
La vita, che col tempo è trascorsa,<br />
non ti ha lasciata accesa neanche una speranza.</p>
<p style="text-align: left;">La tua compagnia è volata via<br />
ed ogni forza, nel tuo animo, si è arresa.<br />
Quando il vento soffierà di nuovo,<br />
diglielo: “Voglio andare con te.”</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Cenni biografici e altre poesie dello stesso autore in <a href="http://www.luigiladu.it/">http://www.luigiladu.it/</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.angelinotedde.com/2011/10/che-foza-sicca-di-giangavino-vasco-a-cura-di-domitilla-mannu/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Retrattos cuados di Maria Sale  a cura di Domitilla Mannu</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2011/10/retrattos-cuados-di-maria-sale-a-cura-di-domitilla-mannu/</link>
		<comments>http://www.angelinotedde.com/2011/10/retrattos-cuados-di-maria-sale-a-cura-di-domitilla-mannu/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 12:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[lingua/limba]]></category>
		<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>
		<category><![CDATA[versos in limba]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.angelinotedde.com/?p=6514</guid>
		<description><![CDATA[Chissà si forrojende in sos alzìos, inue sos ranzolos a iscampiàdas s’an tessidu tramas e afficos, pot’agattare, a oros chena biccos, retrattos de cuddos giajos mios, ch’in ammentos no appo nè in fentòmos. E l’ app’a isterrer sas pijas ischizidas pro ch’’ider intro su risittu cuadu, in prammu ‘e manu un’iscutta  torradu a connoscher de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//FilomenaAntoniaChiara-Soddu_1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6521" title="Filomena,Antonia,Chiara Soddu_1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//FilomenaAntoniaChiara-Soddu_1.jpg" alt="" width="96" height="125" /></a>Chissà si forrojende in sos alzìos,<br />
inue sos ranzolos a iscampiàdas<br />
s’an tessidu tramas e afficos,<br />
pot’agattare, a oros chena biccos,<br />
retrattos de cuddos giajos mios,<br />
ch’in ammentos no appo<br />
nè in fentòmos.<br />
E l’ app’a isterrer<br />
sas pijas ischizidas<br />
pro ch’’ider intro<br />
su risittu cuadu,<br />
in prammu ‘e manu<br />
un’iscutta  torradu<br />
a connoscher de nou<br />
lughe ‘ia.<br />
<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-946.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6522" title="images-9" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-946.jpeg" alt="" width="87" height="123" /></a>E movitìa<br />
s’ojada torr’atzesa<br />
at’aer pro me<br />
cun tzinnu ‘e cuntentesa,<br />
fatendemiche sebestare inie<br />
assimizos chi agatte<br />
crasa in fizos.<br />
Cun nòdidu faeddu<br />
de  omine atzudu<br />
m’as’a contare<br />
de sa pelèa cumprida<br />
pro m’iscobiàre<br />
àndalas de giùdu<br />
inue che sun sas abbas<br />
chena ludu.<br />
</span></p>
<div id="attachment_6686" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//Giaju-Sale.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-6686" title="Giaju Sale" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//Giaju-Sale-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Giaju Sale</p></div>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">S’’acchiddu intostigadu<br />
chi as lassadu<br />
forsis m’as’apporrire<br />
pro sighire<br />
in cust’andare a tàmbulu<br />
e a s’inzerta.                                                   </span></p>
<p><span id="more-6514"></span></p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"> Ritratti nascosti</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;">Chissà se rovistando in vecchi armadi,<br />
dove i ragni a più riprese<br />
si  hanno intessuto trame con speranze,<br />
possa trovare, coi bordi ormai smussati,<br />
ritratti di quegli avi,<br />
che non ho nei ricordi<br />
nè rammèmoro.<br />
E ridistenderò<br />
le pieghe sbiadite<br />
per vedervi dentro<br />
il sorriso celato,<br />
sulla mia mano<br />
un attimo tornato<br />
per rivedere ancora<br />
luce viva.<br />
E lievi mosse,<br />
tornato ora  acceso,<br />
lo sguardo avrà per me<br />
con cenni d’allegria,<br />
facendomi  scorgere<br />
somiglianze che ritrovi<br />
domani nei figli.<br />
Con parlata nota<br />
d’uomo ardito<br />
mi racconterai<br />
dell’affanno compiuto<br />
per svelarmi<br />
sentieri di saggezza<br />
dove le acque sono<br />
senza fango.<br />
Il bastone ricurvo<br />
che hai lasciato<br />
forse mi porgerai<br />
per seguitare<br />
in questo barcollante<br />
e incerto andare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Maria Sale</p>
<p>Primo Premio alla 47.ma edizione del Premio Ozieri</p>
<p><strong><em>                                                       </em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ti chiamerò Rosa, dedicata a tutti i bambini mai venuti alla luce di Anna Cuomo</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 18:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; Ti chiamerò Rosa, fiore mai sbocciato alla vita. Chissà dove sei ora, su quale nuvola sei volata. Ti odo tra le foglie accarezzate da lieve vento mentre è fresca rugiada che cade giù il tuo pianto. &#160; Per te angeli in girotondo e poi la Madonna, con una voce soave ti canta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-575.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6481" title="images-5" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-575.jpeg" alt="" width="143" height="107" /></a>Ti chiamerò Rosa, fiore mai sbocciato alla vita.<br />
Chissà dove sei ora, su quale nuvola sei volata.</p>
<p>Ti odo tra le foglie accarezzate da lieve vento<br />
mentre è fresca rugiada che cade giù il tuo pianto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per te angeli in girotondo e poi la Madonna,<br />
con una voce soave ti canta una dolce ninna nanna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-667.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6482" title="images-6" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-667.jpeg" alt="" width="86" height="129" /></a>C’è una culla nel mio cuore che sarà sempre la tua,<br />
vi troverai tutto il mio amore per farti compagnia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se tra le stelle della sera, una brilla un po’ di più,<br />
sono certa, in quella luce, già stai camminando tu.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’anima tua senza tempo eviterà il peso della noia.<br />
Ma un embrione che non nasce saprà mai cos’è la gioia?</p>
<p>Due mesi sospesa tra terra e cielo e già vita<br />
e a me non è dato saper cosa ti ha rapita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-749.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6483" title="images-7" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-749.jpeg" alt="" width="95" height="136" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi struggo in un muto dolore che non viene meno.<br />
Si fonde col rimpianto: mai potrò stringerti sul seno.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Paese di Maria Sale a cura di Domitilla Mannu</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 11:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’alone di vento che avvolge la cima dei tuoi “cari ruderi” vibra ancora intensa la luce del giorno mentre tutt’intorno stanco il sole cede il potere all’ombra. Vola, aleggia e posa come un triste canto che di tanto in tanto antiche note porta e fra malinconia di dolcezza intrisa mi fa tesser parole da tendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="font-style: italic;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1164.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6471" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1164.jpeg" alt="" width="130" height="92" /></a>Nell’alone di vento<br />
che avvolge la cima<br />
dei tuoi “cari ruderi”<br />
vibra ancora intensa<br />
la luce del giorno<br />
mentre tutt’intorno<br />
stanco il sole cede<br />
il potere all’ombra.<br />
Vola, aleggia e posa<br />
come un triste canto<br />
che di tanto in tanto<br />
antiche note porta<br />
e fra malinconia<br />
di dolcezza intrisa<br />
mi fa tesser parole<br />
da tendere nel vento<br />
che dondola e che increspa<br />
la tela ed i ricami<br />
che con mano incerta<br />
sto cucendo piano.<br />
<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2131.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6472" title="images-2" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-2131.jpeg" alt="" width="135" height="90" /></a>Mentre cammino a fianco<br />
del tuo “muro d’ombre”<br />
sento che mi sfiora<br />
e par che mi sospinga<br />
quel passare stanco<br />
dei vecchi pastori,<br />
con bisacce vuote<br />
trascinate a stento<br />
strette da carezze<br />
di rugosa mano<br />
fra presente e arcano<br />
ad incitar speranze.<br />
<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-3105.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6473" title="images-3" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-3105.jpeg" alt="" width="72" height="135" /></a>Ed io figlia ignara<br />
crebbi solo ricordi<br />
che oggi evoco stinti<br />
sul vecchio selciato<br />
dal tempo ormai confuso.<br />
E quando vedo stretti,<br />
i tuoi tetti al colle,<br />
bianco di calcare,<br />
e all’orizzonte il mare,<br />
è tutto un palpitare<br />
chiuso in culla di sogni:<br />
<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-488.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-6474" title="images-4" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-488.jpeg" alt="" width="130" height="99" /></a>Paese<br />
in quell’abbraccio<br />
sei rifugio e quiete<br />
e l’anima mi colmi<br />
stringendo  forte il cuore.</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Aspettare  &#8211; di Rema di Porto Torres</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2011/09/colti-nellaspettare-di-rema-di-porto-torres/</link>
		<comments>http://www.angelinotedde.com/2011/09/colti-nellaspettare-di-rema-di-porto-torres/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 07:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[versi in italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Aspettare in fila alla posta una pensione infedele ti lascerà prima della fine del mese e volti un tempo fieri si piegheranno a guardare sempre più basso (aspettando un parente che chiami) Aspettare la dose quotidiana per  lei  abbiamo mentito. rubato, perso ogni dignità (aspettando un amore che torni) Aspettare un lavoro dignitoso per smettere di chiedere sigarette ad ottantenni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Aspettare<br />
in fila alla posta<br />
una pensione infedele<br />
ti lascerà prima della fine del mese<br />
e volti un tempo fieri si piegheranno a guardare sempre più basso<br />
(aspettando un parente che chiami)<span id="more-6176"></span></p>
<p style="text-align: center;">Aspettare<br />
la dose quotidiana<br />
per  lei  abbiamo mentito. rubato, perso ogni dignità<br />
(aspettando un amore che torni)</p>
<p style="text-align: center;">Aspettare<br />
un lavoro dignitoso<br />
per smettere di chiedere sigarette ad ottantenni genitori<br />
e intanto compi quarant&#8217;anni<br />
(aspettando un aereo che non prenderai)</p>
<p style="text-align: center;">Aspettare<br />
l&#8217;esame  già atteso da mesi<br />
e intanto il male avanza<br />
(aspettando che passi il dolore)</p>
<p style="text-align: center;">Aspettare<br />
istanti che paiono giorni<br />
giorni che durano mesi<br />
mesi come  stagioni<br />
(aspettando che arrivi la primavera)</p>
<p style="text-align: center;">Aspettare la morte<br />
ed accorgersi che la vita non aspetta<br />
in un soffio è passata<br />
in un silenzioso battito d&#8217;ali di farfalla se n&#8217;è andata.</p>
]]></content:encoded>
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