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	<title>Accademia sarda di storia di cultura e di lingua &#187; eventi culturali</title>
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	<description>storia cultura e lingua italiana e sarda</description>
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		<title>La morte di Francesco Cossiga. Uno statista cristiano di Marco Bellizi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Aug 2010 12:26:30 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[eventi culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Cossiga, figura di spicco del cattolicesimo politico democratico italiano, è stato essenzialmente un uomo di Stato. Ripercorrendo i grandi eventi che hanno caratterizzato la storia della Repubblica, si può facilmente constatare come il suo nome compaia in molti momenti cruciali della vita del Paese, dalla ricostruzione postbellica ai movimenti studenteschi, dagli anni bui del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//188q03b1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3623" title="188q03b1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//188q03b1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Francesco Cossiga, figura di spicco del cattolicesimo politico democratico italiano, è stato essenzialmente un uomo di Stato. Ripercorrendo i grandi eventi che hanno caratterizzato la storia della Repubblica, si può facilmente constatare come il suo nome compaia in molti momenti cruciali della vita del Paese, dalla ricostruzione postbellica ai movimenti studenteschi, dagli anni bui del terrorismo fino all&#8217;esaurirsi di un&#8217;epoca e di una generazione politica, sotto i colpi delle inchieste giudiziarie e degli sconvolgimenti innescati dalla caduta del muro di Berlino.<span id="more-3622"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Lo statista scomparso è stato a tutti gli effetti anche uomo della cosiddetta Prima Repubblica, della quale potrebbe essere considerato tra i simboli, esponente di una generazione che, dalle ceneri del ventennio fascista e del secondo conflitto mondiale, ha saputo costruire un&#8217;Italia nuova, in un contesto pieno di difficoltà e contraddizioni come fu quello della guerra fredda.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma Cossiga è stato anche capace di puntuali intuizioni circa gli sviluppi dei processi politici e ha anticipato, oltre che gli esiti di questi, anche un nuovo stile politico. Uomo di Stato, dunque. Di quello Stato che a volte ha saputo trasmettere il senso della fermezza e della certezza del diritto e che a volte ha tremato sotto i colpi del terrorismo e delle trame, vere o presunte, che di tanto in tanto affioravano in un contesto sicuramente particolare come è stato quello italiano, soprattutto dagli anni settanta fino ai novanta del secolo scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Del suo essere uomo di Stato Cossiga &#8211; ed è questa forse la sua particolarità più spiccata &#8211; è stato sempre consapevole. Spesso insofferente. Soprattutto, è stato consapevole delle difficoltà, a volte drammatiche, che questo ruolo comporta. È stato così non solo nella tragica ed epocale vicenda del sequestro di Aldo Moro ma anche in molte altre pagine della storia repubblicana. Cossiga era consapevole di far parte integrante di un sistema &#8211; in quel momento, a suo parere, l&#8217;unico possibile &#8211; che presentava nette contraddizioni. Le stesse che, una volta diventato presidente della Repubblica, volle additare in quella stagione nella quale, &#8220;togliendosi qualche sassolino dalle scarpe&#8221;, divenne per tutti il &#8220;picconatore&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Visione d&#8217;insieme e capacità di proiezione sono dunque alcuni dei caratteri della figura di Cossiga uomo politico. La carriera del futuro presidente della Repubblica italiana è stata del resto un percorso dalle tappe consumate sempre in anticipo sui tempi:  nato a Sassari il 26 luglio 1928, a soli 16 anni ottenne la maturità liceale. Quattro anni più tardi la laurea in giurisprudenza:  da qui prese avvio la carriera universitaria che lo porterà al insegnare diritto costituzionale nell&#8217;università di Sassari. Ancora più fulminante il percorso politico:  a 17 anni è già iscritto alla Democrazia cristiana, e a 28 ne diventa segretario provinciale. Due anni dopo, nel 1958, entra a Montecitorio. È il più giovane sottosegretario alla Difesa nel terzo governo guidato da Aldo Moro; nel 1976, a 48 anni, è il più giovane ministro dell&#8217;Interno; nel 1979 è il più giovane presidente del Consiglio; poi, il più giovane presidente del Senato nel 1983, a 55 anni, e il più giovane presidente della Repubblica nel 1985, a 57 anni, eletto alla prima votazione da una maggioranza di voti molto estesa (752 su 977).</p>
<p style="text-align: justify;">La formazione politica di Cossiga &#8211; cattolico in possesso di una raffinata institutio culturale e ammiratore di pensatori come Rosmini e Newman &#8211; è radicata nel solco del cattolicesimo politico. Negli anni universitari fece parte della Federazione universitaria cattolica italiana con ruoli di primo piano nella sezione di Sassari e a livello nazionale. Nella Democrazia cristiana è rimasto fino al suo scioglimento; nel 1998 ha poi fondato l&#8217;Unione democratica per la Repubblica (Udr), nel tentativo di costituire un&#8217;alternativa di centro ai nuovi poli di sinistra e destra, a suo parere non sufficientemente capaci di fornire al Paese una guida solida come quella che, sia pure nel succedersi di Governi, la Democrazia cristiana aveva saputo assicurare nel corso di un intero cinquantennio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pragmatismo e il realismo sono stati del resto le altre cifre caratterizzanti la figura politica di Cossiga. Nello scenario della divisione fra blocchi e della conventio ad excludendum a danno del Partito comunista italiano, Cossiga si trovò a gestire situazioni drammatiche, dalle contromisure in vista di un&#8217;eventuale affermazione del comunismo in Italia, al movimento del 1977, con i tragici incidenti di Bologna e Roma, a seguito dei quali dai contestatori fu introdotta per il suo cognome la grafia Kossiga con la doppia s runica della famigerata organizzazione nazista, con una trovata tanto facile quanto ingiusta.</p>
<p style="text-align: justify;">La vicenda più tragica è però senza dubbio quella del sequestro e dell&#8217;assassinio del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, a opera delle Brigate rosse quando Cossiga ricopriva la carica di ministro dell&#8217;Interno. Di fronte alle richieste dell&#8217;organizzazione terroristica per la liberazione dello statista democristiano, come è noto, le istituzioni scelsero la linea della fermezza. A seguito dell&#8217;uccisione di Moro il 9 maggio 1978, Cossiga si dimise. Ma l&#8217;anno successivo fu nominato presidente del Consiglio, rimanendo in carica fino al 1980.</p>
<p style="text-align: justify;">Cinque anni più tardi, nel 1985, arrivò l&#8217;elezione al Quirinale. Fino al 1990 lo stile di Cossiga fu in linea con quello dei precedenti capi di Stato. Dopo la caduta del muro di Berlino, lo statista divenne invece più incisivo nel denunciare, come si è accennato, alcune delle contraddizioni del sistema di quella che venne poi definita Prima Repubblica. Nel 1991, a seguito delle rivelazioni sull&#8217;esistenza dell&#8217;organizzazione segreta Gladio, il presidente fu fatto oggetto di una procedura di messa in stato d&#8217;accusa, che cadde poi nel 1993. L&#8217;anno prima, il 25 aprile, a due mesi dalla scadenza del mandato presidenziale, si era dimesso.</p>
<p style="text-align: justify;">Da senatore a vita, esaurito il tentativo cui si è già fatto cenno, della costruzione di un&#8217;alleanza di centro, le sue preferenze hanno oscillato fra i due principali schieramenti politici che si contendono la guida del Paese. Nel 1998 aveva contribuito alla nascita del primo governo italiano guidato da un politico di formazione comunista, Massimo D&#8217;Alema, nel 2006 ha dato il suo appoggio all&#8217;esecutivo presieduto da Prodi mentre nel 2008 ha sostenuto quello guidato da Berlusconi, al quale aveva già dato la sua fiducia nel 1994. Sempre nel 2006 aveva presentato le dimissioni dalla carica di senatore a vita, ritenendosi &#8220;ormai inidoneo ad espletare i complessi compiti e a esercitare le delicate funzioni che la Costituzione assegna come dovere ai membri del parlamento nazionale&#8221;. Ma le dimissioni erano state respinte. A conferma dell&#8217;autorevolezza di un ruolo riconosciuto allo statista al di là delle divisioni politiche.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">(©L&#8217;Osservatore Romano &#8211; 17-18 agosto 2010)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Perfugas e la sua comunità di Mauro Maxia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 01:47:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mauro Maxia, Perfugas e la sua comunità. Profilo onomastico storico descrittivo, Taphros, Olbia 2010, pp.  450, € 20.
Nel suggestivo patio della piazzetta adiacente alla parrocchiale di Santa Maria degli Angeli di Perfugas è stato presentato a numeroso pubblico l&#8217;ultimo lavoro dello studioso prof. Mauro Maxia, professore a contratto presso l&#8217;Università di Sassari, ma che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mauro Maxia, <em>Perfugas e la sua comunità. Profilo onomastico storico descrittivo</em>, Taphros, Olbia 2010, pp.  450, € 20.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1126.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3616" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1126-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nel suggestivo patio della piazzetta adiacente alla parrocchiale di Santa Maria degli Angeli di Perfugas è stato presentato a numeroso pubblico l&#8217;ultimo lavoro dello studioso prof. Mauro Maxia, professore a contratto presso l&#8217;Università di Sassari, ma che per lo spessore degli studi e per il numero di qualificate pubblicazioni meriterebbe  di essere accolto tra i professori ordinari di qualunque università italiana ed europea. Da anni, sulla scia degli storici della nuova storia, lo studioso perfughese si è misurato nella ricerca toponomastica dei villaggi abbandonati dell&#8217;Anglona, circa 500 chilometri quadrati di territorio che lo studioso ha visitato più volte alla ricerca delle antiche vestigia medievali. A queste rilevazioni sono seguiti gli studi sulla letteratura esistentee, ma soprattutto su una grande varietà di fonti documentali  di archivi pubblici ed ecclesiastici.<span id="more-3509"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-360.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3559" title="images-3" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-360-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il libro à stato presentato da prof. Ammirati, anche lui professore a contratto presso l&#8217;Università di Sassari e direttore del&#8217;omonimo archivio di Stato. Il docente, dopo aver messo in rilievo la vasta doumentazione esistente nell&#8217;archivio su Perfugas e sui paesi della provincia di Sassari, ha elogiato Mauro Mazia per il buon utilizzo fatto di queste fonti. In effetti lo studioso ha utilizzato atti notarili e documenti catastali sia per rilevare i toponimi del territorio agrario e urbano sia per il ricupero dei nomi delle famiglie perfughesi dal Seicento ad oggi. Ha integrato questo lavoro di ricerca con la consultazione dei quinque libri parrocchiali dai quali ha attinto i nomi e i cognomi degli abitanti che si sono succeduti a Perfugas nel corso dei tre secoli trascorsi, cimentandosi a rimarcare le famiglie che a Perfugas ancora sussistono, quelle che sono scomparse e quelle che sono emigrate. La risurrezione ai fini della memoria storica delle dinamiche demografiche avvenute nel borgo, dinamiche demografiche segnalate dai nomi e dai cognomi. La stessa operazione è stata fatta per i toponimi e soprattutto per le dinamiche urbanistiche del paese. Oltre al recupero delle vie sono stati segnalati nella loro ubicazione le case, i palazzetti e gli stabili utilizzati per loo svolgimento di funzioni amministrative e politiche con l&#8217;indicazione dei nomi delle vie dei numerosi rioni. Siccome alcune parti importanti del centro storico sono state escluse dal piano di fabbricazione  ci si auspica che quesi rioni vengano recuperati al centro storico. Seguoni varie appendici che ben completano questo primo lavoro a cui farà presto seguito un altro lavoro che in un certo senso completa quello presentato. Dopo la presentazione di prof. Ammirati l&#8217;autore è stato intervista sul libro dal giornalista Giuseppe Pulina che ha dato l&#8217;opportunità all&#8217;autore di tratteggiare i contenuti del volume presentato. Sono interventi inoltre Don Paolo Pala, parroco e operatore culturale della memoria storica di Perfugas, (si è al III  volume della collana Ericium di cui la Parrocchiale è proprietaria con i vari autori ). Incoraggiante anche l&#8217;intervento del neoeletto sindaco che ha garantito l&#8217;impegno del Comune per la diffusione del volume.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata si è conclusa con un buffet offerto dall&#8217;autore e con la vendita del volume agl&#8217;intervenuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-456.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3560" title="images-4" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-456-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Inutile sottolineare che con questi lavori Perfugas si colloca tra i centri che, negli ultimi anni, sono andati alla ricerca della memoria storixa con metodologie che ninte hanno da invidiare a quelle portate avanti in altri paesi europei.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo caso poi Mauro Maxia,  con le sue numerose pubblicazioni, si pone al primo posto tra gli studiosi dell&#8217;Anglona per impostazione metodologica e per ricchezza di conteuti di tutti i suoi numerosi lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La brutalità della polizia e della magistratura belga contro la Chiesa</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 09:01:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono stato in Belgio quattro volte e debbo dire che, a parte alcune buone impressioni sull&#8217;Università, tante altre mi colpirono negativamente. Volti tristi per non dire truci nei treni; individualismo accentuato e solipsismo conclamato; miscela di etnie spesso frustrate: turchi, italiani, africani e numerose altre accucciate sulle proprie forti radici di origine. Chiese deserte e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images58.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3333" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images58.jpeg" alt="" width="89" height="128" /></a>Sono stato in Belgio quattro volte e debbo dire che, a parte alcune buone impressioni sull&#8217;Università, tante altre mi colpirono negativamente. Volti tristi per non dire truci nei treni; individualismo accentuato e solipsismo conclamato; miscela di etnie spesso frustrate: turchi, italiani, africani e numerose altre accucciate sulle proprie forti radici di origine. Chiese deserte e preti invisibili (forse inesistenti), agglomerati di case cadenti immerse tra i cavoli, anonimi. Gli stessi cimiteri quasi privi di sacralità. Igiene scarsa e immoralità evidente con donne in vetrina ad uso prostituzione.<span id="more-3326"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-268.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3334" title="images-2" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-268.jpeg" alt="" width="126" height="84" /></a>Mandrillaggio palese. Pelo sullo stomaco in gran quantità. Religiosità assente per non dire moribonda. In cambio aborto a portata di mano, kit eutanasico a portata di farmacia, esperimenti sugli embrioni in attesa di Dracula. Ora, con quanto si legge nelle cronache dei giornali, assalto armato, irriverente, satanico, degno di SS e di bande criminali maoiste in quelli che sono i resti della Chiesa Cattolica. Mano libera su documenti, cattività per circa dieci ore dei vescovi, spiate sulle inviolate tombe di defunti cardinali alla ricerca di dossier su preti o prelati pedofili. Non è stata sufficiente la trasparenza della chiesa e la costituzione e il funzionamento di una commissione con membri indipendenti, l&#8217;intemerato magistrato laico o protestante ha voluto vestire i baffi di Stalin e la faccia da pallone di Mao, la polizia ha messo i baffi grifagni di Dracula e l&#8217;aspetto truce delle SS per intimorire vescovi e cardinali in riunione. Posso capire che il pallido paese di tanto in tanto generi mostri seriali con un numero sterminato di vittime, ma non capisco questo stile truculento di violazione. Si sa che chi mangia il prete muore e, nei fatti, questo paese con questa polizia e magistratura sta morendo e decomponendosi. Forse le istituzioni laiche, già in fase di kit da mala morte, vorrebbero applicare lo stesso alla Chiesa. Questi magistrati, questa polizia di stampo itleriano scomparirà e chissà che un nuovo Belgio meno grottesco rinasca tra le nebbie senza l&#8217;imbarbarimento di una magistratura rosso-nera e di una polizia meno sacrilega. Per ora un mostro corre sull&#8217;Europa, un mostro dalle radici tardo barbariche.</p>
<p style="text-align: justify;">Diesirae Diesilla</p>
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		<title>Fotografie e ricordi di Sennori di Ange de Clermont</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 12:10:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel novembre del 1965 lascia Stintino, con moglie due figli, e mi trasferii a Sassari, ma l&#8217;insegnamento lo ebbi a Sennori. I nove chilometri di distanza da Sassari, ospite insieme ad altre due colleghe, di una bianchina con alla guida Paola, si percorrevano in un baleno tra oliveti e orti e vista mare. La scuola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1100.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3239" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1100.jpeg" alt="" width="141" height="96" /></a>Nel novembre del 1965 lascia Stintino, con moglie due figli, e mi trasferii a Sassari, ma l&#8217;insegnamento lo ebbi a Sennori. I nove chilometri di distanza da Sassari, ospite insieme ad altre due colleghe, di una bianchina con alla guida Paola, si percorrevano in un baleno tra oliveti e orti e vista mare. La scuola diretta da Antonio Francesco Dore di Benetutti funzionava con efficienza, ma con troppa burocrazia.<span id="more-3238"></span></p>
<p style="text-align: justify;">I ragazzi, in genere bravi, ma per niente attratti dall&#8217;impegno scolastico. Le madri mi fecero capire da subito che chiamarle a colloquio sarebbe stato come spingerle a non mandare più a scuola i figli. Dovevano arrabattarsi tra Sennori e Sassari per vendere limoni, uova e altri prodotti agro-alimentari. In compenso mi davano licenza &#8220;de los matzare&#8221;. Bastoni non ne avevo, bacchette nemmeno: l&#8217;unica risorsa erano i calci, più finti che reali. A pensarci bene, 35 ragazzi in aule non sempre capienti erano davvero un problema. Se poi la collega Antonella compariva alla porta disperata, gridando: -Vieni mi hanno preso la borsetta, picchiali e fammela restituire.- I calci volavano e la borsetta tornava al suo posto.  Povera Antonella dai capelli rossi, tutta scarmigliata, anche lei era lì per la pagnotta e tra urla e spiegazioni cercava d&#8217;inculcare la buona educazione e e i rudimenti della grammatica e della letteratura. <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//5649_1146979887970_1631748517_352853_3482948_s.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3240" title="5649_1146979887970_1631748517_352853_3482948_s" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//5649_1146979887970_1631748517_352853_3482948_s.jpg" alt="" width="130" height="90" /></a>Certamente la maggior parte non si sono laureati, ma un certo numero ha raggiunto il diploma e, comunque, ha conseguito la licenza media. Non ho seguito il loro singolo destino, ma sulla base di una specie di sondaggio posso dire che ne sono venuti fuori buoni padri di famiglia e ottimi lavoratori. Forse tre o quattro hanno conseguito la laurea e qualcuno un buon posto direttivo all&#8217;Azienda Sanitaria Locale. I momenti più belli di quest&#8217;esperienza li trascorrevo in piena primavera da quando ci trasferirono sul monte dal quale  tra mille fiori colorati si ammirava il mare. L&#8217;alunno che ricordo con grande affetto era il piccolo T. che da scolaro ribelle, riottoso e agreste trasformai in ragazzo educato e rispettoso. Mi piacerebbe rivederlo, per sapere quale ricordo ha conservato lui di me. Un giorno, dopo averlo sgridato per le assenze, mi disse: -Deo bendende varecchina balanzo pius de vosté!- Forse, a quei tempi, sarà stato anche così. Ma vivere non è solo guadagnare.  L&#8217;ultimo anno scolastico in cui insegnai a Sennori fu l&#8217;anno 1968-69. Addio ragazzi pieni di vivacità, liberi come caprioli di montagna, spero d&#8217;incontrarvi un giorno lassù, dove conterà l&#8217;essere stati buoni tra voi e i vostri amici. Dove tutti saremo uguali e parleremo lo stesso linguaggio.</p>
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		<title>Cento anni del settimanale cattolico Libertà</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2010/05/cento-anni-del-settimanale-cattolico-liberta/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 18:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel salone dell&#8217;Auditorium del Seminarietto, in Sassari, alla presenza dell&#8217;Arcivescovo mons. Paolo Atzei, del Rettore Magnifico dell&#8217;Università degli Studi di Sassari, Prof. Attilio Mastino, del famoso ottuagenario Prof. Manlio Brigaglia, della Prof. ssa  Assunta Trova, di una piccola rappresentanza di Pie Sorelle Educatrici e  di Suore del Getsemani e di un piccolo gruppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images53.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3150" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images53.jpeg" alt="" width="77" height="116" /></a>Nel salone dell&#8217;Auditorium del Seminarietto, in Sassari, alla presenza dell&#8217;Arcivescovo mons. Paolo Atzei, del Rettore Magnifico dell&#8217;Università degli Studi di Sassari, Prof. Attilio Mastino, del famoso ottuagenario Prof. Manlio Brigaglia, della Prof. ssa  Assunta Trova, di una piccola rappresentanza di Pie Sorelle Educatrici e  di Suore del Getsemani e di un piccolo gruppo di signore e signorine, in tutto non più di 25 persone , oratori compresi, il direttore di Libertà don Michele Murgia ha dato inizio alle celebrazioni. I tre relatori Giuseppe Zichi, Angelino Tedde hanno rievocato le figure  che nel 1910 diedero vita al settimanale in un clima di grossi scontri politici tra clericali, (così venivano chiamati i cattolici), e progressisti che in città controllavano tutte le istituzioni: Comune, Provincia, industrie piccole e medie, e la stampa per mezzo del quotidiano &#8220;La Nuova Sardegna&#8221;. Perfino il collegio ed educandato dell&#8217;Orfanotrofio delle Figlie di Maria.<span id="more-3149"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-196.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3151" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-196.jpeg" alt="" width="105" height="113" /></a>Il carismatico vincenziano padre Giovanni Battista Manzella con il docente universitario cattolico Giovanni Zirolia, con l&#8217;eminente storico della Chiesa mons. Damiano Filia, con l&#8217;anziano cattolico Salvatore Rugiu, fondatore dell&#8217;Ospizio di San Vincenzo e di altri giovani cattolici, diedero vita al settimanale <em>La Libertà</em> poi <em>Libertà</em>. La rievocazione del giovane Zichi, che ha illustrato tutte le tappe del giornale, i suo contenuti e i poveri mezzi di cui disponeva è stata vivace ed esauriente. Interessanti i riferimenti ai vari sequestri del settimanale operati dal fascismo e alla svolta afascistica del settimanale dopo i Patti Lateranensi. L&#8217;anziano Tedde ha offerto un breve profilo dei cattolici sardi tra Otto e  Novecento, mentre il rappresentante dell&#8217;Agenzia dei settimanli cattolici ha illustrato le  finalità  della stessa. A conclusione del convegno si è brindato con ottimo spumante nei locali restaurati del settimanale, rinnovando l&#8217;augurio per altri cento anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-258.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3152" title="images-2" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-258.jpeg" alt="" width="93" height="124" /></a>Per molti cattolici operanti nei movimenti laicali, a mio avviso, è stata un&#8217;occasione perduta per la conoscenza di una parte della propria identità storica.  La mancanza di presenza è sicuramente da addebitarsi alla giornata, sabato mattina 22 maggio, giorno sconsigliato per i convegni e per avvenimenti culturali di rilievo  tanto a Sassari quanto in altre città.</p>
<p style="text-align: justify;">(A. T.)</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Evviva l&#8217;Itaglia e gl&#8217;imboscati!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 12:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: la Pivetti, Casini, Betinotti ed ora Fini. La poltrona della terza autorità dello Stato italiano è stregata. Chi ne prende il posto diventa schizofrenico. Per un verso questi uomini camminano con un palo in corpo, per l&#8217;altro verso vogliono servirsi della poltrona per salire in alto nel partito.  Di questo Fini a Bologna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images46.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3053" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images46.jpeg" alt="" width="101" height="131" /></a>Premessa: la Pivetti, Casini, Betinotti ed ora Fini. La poltrona della terza autorità dello Stato italiano è stregata. Chi ne prende il posto diventa schizofrenico. Per un verso questi uomini camminano con un palo in corpo, per l&#8217;altro verso vogliono servirsi della poltrona per salire in alto nel partito.  Di questo Fini a Bologna mi hanno detto che fascistello era prima e fascistello è rimasto, intendendo con ciò l&#8217;aspirazione ad essere conduttorre della Nazione, per intenderci, duce. Questa qualifica può andar bene per un imprenditore all&#8217;altezza di Berlusconi, ma per un partitello che ondeggiò tra la camicia nera e la fiamma, in una repubblica che voleva dirsi democratica non va bene.<span id="more-3052"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-180.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3054" title="images-1" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-180.jpeg" alt="" width="126" height="120" /></a>L&#8217;uomo (Fini), fresco di calde nozze, non è più lui per certi versi, per altri versi si comporta come un maestro elementare ignaro del greco. I 19 esami di Pedagogia non è che l&#8217;abbiano cambiato molto. Il poco latino, ma soprattutto il greco manca maledettamente alla sua formazione politica.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Che cosa voglia non si sa: fatto sta che non gli basta essere presidente della Camera, vuole qualcosa di più. Forse vuole un alleanza ficariana   (fino-casini-rutelliana) da colonnello o forse si presta agli odiosi nemici del Cavaliere che hanno cercato di coglierlo in fallo nelle mura domestiche, utilizzando la -ahilui- bolognese consorte; poi ne hanno registrato i sospiri alla Petrect dentro il letto con una escort supercollaudata, ma un pò stantia; in seguito, con una banale intercettazione, lo hanno beccato facendo quello che 6o milioni d&#8217;italiano fanno: raccomandazioni, <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-339.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3055" title="images-3" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-339.jpeg" alt="" width="114" height="116" /></a>alla Rai. adesso, la più micidiale, con la rivolta di questa faccia di cartone di formazione fascista, convertitosi celermente a idee a lui sempre estranee. Certo con un&#8217;alleanza centrista-piddina-leghista il Berlusconi sarebbe K. O. e i colonnelli cinquanta-sessantenni avrebbero in mano l&#8217;Italia. Per fare che? Per prendere famelici in mano il potere e rivisitare i momenti più bui della vecchia balena bianca. I magistrati rubri, veri protagonisti della vita politica italiana, questi guaglioncelli, se li papperebbero ad uno ad uno e così farebbero le grosse lobby finanziarie. Questi giovincelli, belli in casa e tristi in piazza, vogliono essere belli in casa e belli in piazza. Mi sembra un pò troppo per noi over 70. Non c&#8217;è forma di governo che possa sopravvivere nella discordia di tutti contro tutti. Vendola si sventola dal PD, Bersani cazzeggia con Senzacongiuntivi, ex-<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-440.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3056" title="images-4" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-440.jpeg" alt="" width="127" height="87" /></a>magistrato buddolechiavi; Berlusconi, in armonia da anni con Bossi, fa ingelosire il fascistello e nonostante le continue vincite elettorali si trova nel letto di Procuste per colpa di questo pirla maledetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Non bastano  i magistrati ordinari e senza congiuntivi, non bastano rintronati democristiani alla Mancino, non bastano i barbagianni della Corte (gli stoccafissi), ora ci voleva quell&#8217;antipatico &#8220;frusciaguru&#8221; del pedagogista mancato per fargli saltare il tavolo. Riuscirà il Cavaliere a superare anche quest&#8217;ostacolo? Chi si nasconde dietro quella faccia di cartone? Nelle infinite ciarle della Roma imbabilonita si riuscirà finalmente a far cadere un governo che non può cadere? Tutto è possibile in quest&#8217;Italia di matti da legare.</p>
<p style="text-align: justify;">﻿<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-534.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3062" title="images-5" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-534.jpeg" alt="" width="130" height="89" /></a>E l&#8217;Italia, a 150 anni dall&#8217;Unità, guarda attonita, dissociata, bulimica, ubriacona, senza fede nella terra e nel cielo, barcollando va chiedendosi se per la fretta non abbia fatto i figli ciechi.  Fratelli d&#8217;Itaglia/l&#8217;Itaglia s&#8217;è desta/già l&#8217;elmo di Scipio/le cade da testa/e senza vittoria/procede assai mesta/.</p>
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		<title>La nuova camminata di Enrico Brizzi &amp; C. per i 150 dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Apr 2010 10:41:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Per celebrare il centocinquantesimo anno dell’Unità nazionale, lo scrittore bolognese Enrico Brizzi e il gruppo di amici camminatori raccolto dietro l’insegna Francigena XXI partiranno a piedi dal punto più settentrionale del Paese, in provincia di Bolzano, per raggiungere in tre mesi Capo Passero, all’estremità sudorientale della Sicilia.
Il viaggio avrà inizio nel mese di aprile del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-692.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3045" title="images-69" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-692.jpeg" alt="" width="116" height="87" /></a>Per celebrare il centocinquantesimo anno dell’Unità nazionale, lo scrittore bolognese Enrico Brizzi e il gruppo di amici camminatori raccolto dietro l’insegna Francigena XXI partiranno a piedi dal punto più settentrionale del Paese, in provincia di Bolzano, per raggiungere in tre mesi Capo Passero, all’estremità sudorientale della Sicilia.<span id="more-3044"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il viaggio avrà inizio nel mese di aprile del 2010 e si concluderà dopo la bellezza di 2191 chilometri percorsi esclusivamente a forza di gambe. Un itinerario lungo la spina dorsale della penisola, un percorso capace di svelare tutte le diversità che rendono ricco il Bel Paese. Un modo umile e devoto come l’andare degli antichi viandanti per celebrare l’importanza dell’Unità nazionale, conquistata nel 1861 e oggi più che mai sotto attacco. A fare da guida attraverso le terre e i borghi d’Italia saranno le pagine dei più grandi scrittori nazionali, laico breviario dei camminatori alla ricerca di una identità nazionale che un luogo comune vuole vaga, e la comunanza di lingua e patrimonio letterario &#8211; fatti salvi i diritti riconosciuti alle minoranze &#8211; rende invece indiscutibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-701.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3046" title="images-70" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-701.jpeg" alt="" width="102" height="125" /></a>Insieme ai film e alle canzoni che, negli anni, hanno saputo raccontare gioie, dolori e contraddizioni del nostro Paese, sono in grado di fornire indizi sull’immaginario italiano, popolato di eventi e personaggi dei quali tutti portiamo memoria, e che immancabilmente riprendono corpo nel corso degli incontri lungo la strada, sotto forma di racconti e testimonianze autentiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il bagaglio col quale partiamo, ma già sappiamo che, nel corso del viaggio, lo zaino si riempirà di risposte inattese e sempre nuove domande: forse sono proprio <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-7110.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3047" title="images-71" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-7110.jpeg" alt="" width="135" height="90" /></a>loro, a spingerci lungo la strada.Enrico Brizzi e Marcello Fini sono i curatori della collana A passo d’uomo per Ediciclo Editore per cui hanno già scritto il libro “La Via di Gerusalemme” (maggio 2009). Nella stessa collana sta per uscire “Il sentiero degli dei” di Wu Ming2 (aprile 2010) e “I diari della Via Francigena” sempre della coppia Brizzi &#8211; Fini (giugno 2010).</p>
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		<title>Gli attacchi contro Benedetto XVI e la Chiesa</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 18:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Press&#8217;a poco nel 33 D. C., hanno condannato un ebreo, innocente per Ponzio Pilato, ma reo di bestemmia per il ceto sacerdotale. Tanto gli uni come gli altri non gli hanno fatto sconti, preferendo dare la libertà ad un assassino terrorista. La folla, unitasi ai potenti, ha gridato per la condanna e così dopo avergli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-532.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3013" title="images-53" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-532.jpeg" alt="" width="111" height="150" /></a>Press&#8217;a poco nel 33 D. C., hanno condannato un ebreo, innocente per Ponzio Pilato, ma reo di bestemmia per il ceto sacerdotale. Tanto gli uni come gli altri non gli hanno fatto sconti, preferendo dare la libertà ad un assassino terrorista. La folla, unitasi ai potenti, ha gridato per la condanna e così dopo avergli fatto assaggiare il Romanorum flagellum, secondo rito, dopo averlo affidato allo scherno della soldataglia, sicuramente mezzo sbronza, per maggior ludibrio, gli esecutori Romani, gli hanno caricato sulle spalle il patibulum e giunti al luogo del Cranio o Calvario, lo hanno crocifisso,procurandogli una morte atroce tra lazzi e insulti. I suoi apostoli sono finiti in croce o variamente uccisi come lui.<span id="more-3010"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-542.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3014" title="images-54" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-542.jpeg" alt="" width="97" height="129" /></a>Dopo qualche giorno l&#8217;uomo che s&#8217;era definito vero uomo e vero Dio è risorto e i suoi seguaci lentamente, ma in modo inarrestabile hanno cambiato un mondo barbarico in un mondo civile. Non tutti però, all&#8217;interno di questa civiltà, hanno accolto la sfida dell&#8217;amore e del perdono per i propri nemici, ma posseduti da Satana, continuano a torturare nei modi più variegati i suoi seguaci e il suo vicario in terra.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è da meravigliarsi, lo ha profetizzato per primo lui, il Crocifisso, il Risorto e l&#8217;Asceso al Cielo: &#8220;Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-552.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3015" title="images-55" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-552.jpeg" alt="" width="123" height="140" /></a>Non bastano la richiesta di perdono dei papi, non basta quella del papa attuale, numerosi satanassi sia di tipo americano sia di tipo europeo, sia italico che sardo, tutti continuano ad insultare e a vituperare il Vicario di Cristo in terra e la Santa Chiesa dei credenti.  E i credenti? Alcuni vacillano e abbandonano, unendosi ai dissacratori, altri tentennano, altri rafforzano la loro fede. I carnefici continuano a insultare. Lasciamoli sfogare e che Iddio li perdoni. Se l&#8217;insulto li rende felici continueranno a farlo nelle bolgie infernali per tutta l&#8217;eternità. Contenti loro, dispiaciuti noi, non possiamo che pregare, specie, per quell&#8217;avvocaticchio americano, che indossata la toga romana, vuole far arrestare <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-562.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-3016" title="images-56" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-562.jpeg" alt="" width="116" height="150" /></a>Benedetto XVI. Non sarebbe il primo Papa che finisce in carcere, quelle americane a cui pensa quell&#8217;avvocaticchio petulante e logorroico sono specialissime. Di papi insultati e malmenati la Chiesa ne conta molti, a cominciare da Pietro per finire con San Martino I.  Pensiamo allo schiaffo di Napoleone a Pio VII e al duplice sacco di Roma da parte del pur morto in convento Carlo V.  Nihil novi Christifidelibus!      (A. T.)</p>
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		<title>Il Quarantennale del polo umanistico dell&#8217;Uniss: riflessioni</title>
		<link>http://www.angelinotedde.com/2010/03/il-quarantennale-del-polo-umanistico-delluniss/</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Mar 2010 18:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è celebrato il quarantennale della Facoltà di Lettere e Filosofia, ma  sarebbe più esatto parlare del quarantennale del polo umanistico, e del quindicennale della Facoltà di Lettere e Filosofia.
La tanto agognata Facoltà di Magistero nacque infatti il 29 dicembre 1969 e visse fino al 1995, quando  morì di parto, generando la Facoltà di Lettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-462.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2975" title="images-46" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-462.jpeg" alt="" width="114" height="118" /></a>Si è celebrato il quarantennale della Facoltà di Lettere e Filosofia, ma  sarebbe più esatto parlare del quarantennale del polo umanistico, e del quindicennale della Facoltà di Lettere e Filosofia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tanto agognata Facoltà di Magistero nacque infatti il 29 dicembre 1969 e visse fino al 1995, quando  morì di parto, generando la Facoltà di Lettere e Filosofia e di Lingue e Letterature straniere, figlie normodotate, ma partorendo altresì  il Corso di Scienze dell&#8217;Educazione e l&#8217;Istituto <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-4210.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2976" title="images-42" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-4210.jpeg" alt="" width="105" height="75" /></a>di Geografia che avrebbero dovuto diventare due altre Facoltà, ma a causa di disturbi alla ghiandola pituitaria dei promotori rimasero come piante tenacemente abbarbicate a Lettere e Filosofia che oggi vuol farsi bella, come una quindicenne che vuol vestire gli abiti della madre. In realtà quest&#8217;occasione è l&#8217;ultima, per una rievocazione di docenti storici ed eroici del Magistero che fra dieci anni forse non potranno festeggiare il cinquantennale.<span id="more-2973"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-443.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2977" title="images-44" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-443.jpeg" alt="" width="98" height="131" /></a>Una bella carrellata di Presidi, un&#8217;illustrazione di attività benemerite per la crescita del polo umanistico, un elenco di meriti per veterani che ormai toccano l&#8217;ottantina. Non molti gli allievi cresciuti alle varie scuole: la prolificità non sembra una delle caratteristiche del polo. E, quindi, si ricomincia da capo con nuovi arrivi da diverse scuole cagliaritane, siciliane e peninsulari. Giovani generalmente ben preparati (e chi non lo è quando arriva dal mare?) che garantiranno sicuramente fra dieci anni anni la celebrazione del cinquantennio allorché forse non ci sarà più un solo docente storico.<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-453.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-2979" title="images-45" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-453.jpeg" alt="" width="98" height="78" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fugit irreparabile tempus, con gioia per quanto si è fatto, ma con tristezza per le occasioni perdute. A tratti, questo è il mio amarcord, era così difficile ottenere per giovani promettenti il titolo di cultore della materia da sembrare quasi che il cerchio baronale dovesse tirare le cuoia per il dolore.  Quanti nel quarantennio, giovani bravissimi, hanno coseguito dottorati e hanno servito con umiltà per poi non ottenere niente e veleggiare verso altre professioni? Uno spreco di risorse umane incomprensibile.</p>
<p style="text-align: justify;">E poi si ha pure il coraggio da parte di certi sardisti insinceri, di gridare: &#8220;A fora sos italianos!&#8221;<a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-384.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2980" title="images-38" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-384.jpeg" alt="" width="115" height="115" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, a tempo ormai perduto, fatta eccezione per  alcune discipline, allievi per il futuro non ce ne sono molti. Forse la morte precoce da parto della Facoltà di Magistero fu la causa di tutto ciò? Forse i docenti sardi, individualisti, insulari e  un pò narcisisti non guardarono molto al futuro della loro disciplina? O non poterono farlo per l&#8217;estinzione precoce della defunta facoltà? .</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che su questo insuccesso occorrerà riflettere per non ritrovarsi nel mezzo di un&#8217;altra celebrazione senza allievi autenticamente formati da pur bravi maestri. Al  rimpianto per ciò che si poteva fare e non è stato fatto occorrerà riflettere pensando  al futuro, per evitare che il polo umanistico, voluto con tanto vigore dalle categorie interessate, dalle istituzioni cittadine e provinciali, dal centro-nord Sardegna, non si spenga gradualmente per lo scarso numero di studenti dato  l&#8217;attuale ritmo di tasso demografico insulare.  Quod Deus avertat, per omnia saecula saeculorum!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-404.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2987" title="images-40" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-404.jpeg" alt="" width="124" height="124" /></a>Ad ogni buon conto, per quanto di positivo è stato fatto, rallegriamoci. Nunc est bibendum!</p>
<p style="text-align: right;">Angelino Tedde</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Toccata e fuga a Bologna di Ange de Clermont</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 20:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>scriptor</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi culturali]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che nel cuore dell&#8217;inverno, per raggiungere alcuni miei familiari, sono costretto a lasciare l&#8217;isola luminosa di Sardegna, per immergermi nelle brume di Treviglio, nella Bassa Padana, nella località in cui fu ambientato dal regista Olmi il film L&#8217;albero degli zoccoli. La nebbia che ti carezza il volto, il paesaggio che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//page4-1002-thumb.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2770" title="page4-1002-thumb" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//page4-1002-thumb.jpg" alt="page4-1002-thumb" width="144" height="144" /></a>Non è la prima volta che nel cuore dell&#8217;inverno, per raggiungere alcuni miei familiari, sono costretto a lasciare l&#8217;isola luminosa di Sardegna, per immergermi nelle brume di Treviglio, nella Bassa Padana, nella località in cui fu ambientato dal regista Olmi il film <em>L&#8217;albero degli zoccoli</em>. La nebbia che ti carezza il volto, il paesaggio che sfuma mi sono ormai familiari. Del resto, oltre a mia nipotina che cresce a vista d&#8217;occhio, ho delle amicizie trevigliesi che in un certo senso mi rendono gradevole la permanenza nella ridente cittadina di 26 mila abitanti e 26 banche e uno sterminato numero di piccole, medie e grandi industrie. Oltre agli affetti familiari e amicali a Treviglio ritrovo un caloroso ambiente cattolico nella giovane parrocchia di San Pietro e nella lettura del <em>P</em><em>opolo cattolico</em>. Quest&#8217;anno poi, grazie al mio amico Mario, ho scoperto San Zeno con le vetrate calde e vivaci del pittore Longaretti e il suadente oratore parroco don Enrico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-174.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2772" title="images-17" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-174.jpeg" alt="images-17" width="130" height="86" /></a>Nei primi anni, a parte le visite alla Basilica di Caravaggio, qualche fuga a Bergamo e a Crema, il mio percorso quotidiana mi portava all&#8217;edicola, alla parrocchia e poi mi chiudevo in casa ad ascoltare le vivaci chiacchiere di mia nipotina. Solo quando il mio amico Fabio era disponibile visitavo le città vicine e  Brescia, per pranzare con l&#8217;amico Luciano, all&#8217;ombra dell&#8217;Università Cattolica. <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1015.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2760" title="images-10" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1015.jpeg" alt="images-10" width="121" height="93" /></a>L&#8217;anno scorso, su invito dell&#8217;amico bolognese Paolo, ci siamo spinti fino a Bologna, in un&#8217;ora di treno da Milano, per visitare l&#8217;allestimento del Museo Europeo degli studenti (Meus) e per degustare i tortellini che io preferisco in brodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quest&#8217;anno, viste le nevicate, non intendevo muovermi da Treviglio: l&#8217;indisponibilità dell&#8217;amico trevigliese, impegnato in Sardegna con esami e tesi di laurea, avevano mortificato il programma che in genere la mia euforia congenita mi spinge a fare ogni volta che solco il mare. Per la verità non mi aiuta molto la vista e l&#8217;età che per quanto la definisca &#8220;giovane anzianità&#8221; comincia a pesarmi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1215.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2762" title="images-12" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1215.jpeg" alt="images-12" width="135" height="93" /></a>Un bel giorno mi telefona l&#8217;amico di Bologna e m&#8217;invita a prendere i treni per recarmi nella città. Mi assicura che non ci sarà la neve come a Treviglio, prendo il coraggio a due mani, grazie all&#8217;innocente incoraggiamento di mia nipotina appena quattrenne e, per quanto brontolando, il giorno fissato mia figlia mi accompagna fino alla carrozza del treno per Milano e con mille raccomandazioni mi lascia partire per Bologna. Restava il cambio-treno per Bologna a Milano. Arrivo al binario 18 e mi avventuro tra gli altri binari chiedendo a destra e a manca da quale binario parta la frecciarossa per Bologna. <a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1410.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2763" title="images-14" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1410.jpeg" alt="images-14" width="137" height="103" /></a>Mi dicono al binario 21, ma non mi fido visto che la freccia rossa è diretta a Napoli e così interpello altre tre persone, prima di salire nella corrozza 10 chiedo ancora conferme e avuto l&#8217;assenso vado a cercare la poltrona 27, ma questa era bella e occupata. Sto per far sloggiare l&#8217;intruso, ma questi gentilmente mi chiede il biglietto e mi spiega che la mia poltrona e la 12, strabuzzo gli occhi e vedo che ha ragione. Torno indietro e trovo la 12 occupata da due avvenenti signorine: l&#8217;una bionda e l&#8217;altra, quella che occupava la mia poltrona, bruna. Presento il biglietto e lei sorridendo si alza e mi cede il posto. Prendo il cellulare e avverto l&#8217;amico bolognose: &#8220;Sono nella carrozza 10, poltrona 12, vedi di farti trovare al punto giusto.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1510.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2764" title="images-15" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1510.jpeg" alt="images-15" width="133" height="75" /></a>Il treno corre in mezzo alla neve ad una velocità tale che sembra fermo. Gli alberi che sfumano mi dicono che comunque è in movimento. Alle 11,00 sono a Bologna , per mia fortuna come previsto si ferma e non faccio a tempo a scendere che sento l&#8217;amico &#8220;Oh, Angelino, ce l&#8217;hai fatta!&#8221; Felice come un eroe del Polo Nord, lascio la stazione e noto subito che la città è innevata, l&#8217;amico mi aveva pietosamente nascosto l&#8217;evento. Prendiamo il tram e scendiamo al centro. Visitiamo varie strutture universitarie e la chiese adiacenti. Giunta l&#8217;ora del pranzo l&#8217;amico mi conduce presso uno dei tanti ristoranti e naturalmente i tortellini in brodo la fanno da padrone. Segue un&#8217;insalata di frutta e quindi troviamo serenità presso un&#8217;altra accogliente struttura culturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images42.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2778" title="images" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images42.jpeg" alt="images" width="100" height="87" /></a>Si chiacchiera del più e del meno, invito l&#8217;amico a leggersi un mio pezzo sulla morte apparecchiata su un sito del mio paese  e poi passiamo il tempo parlando di cose solite come se ci si vedesse tutti i giorni. Discutiamo sui nostri avanzati Mac, cerco di convincerlo a gestirsi un sito, ma non mi ascolta, perché ha tanto da fare che a mala pena riesce a sbrigare la posta giornaliera. Per le 16 e 40 siamo alla stazione: carrozza 10 e finalmente poltrona 27. Appena il tempo per un abbraccio caloroso e un sorriso e addio Bologna e amico.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1610.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2766" title="images-16" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//images-1610.jpeg" alt="images-16" width="137" height="98" /></a>Nel frattempo la neve non se ne sta con le mani in mano e comincia a scendere ininterrottamente fino a Milano, dove ritrovo il binario giusto per il rientro a Treviglio: per quanto di scarsa vista questa volta riesco a leggere vicino al numero del binario le scritte gialle che indicano le fermate del treno diretto a Verona. Salgo, dopo varie richieste a viaggiatori fettolosi. &#8220;A Treviglio il treno si ferma!&#8221; Tutti unanimi. Sono a cavallo e posso considerarmi a casa. La neve scende: Lambrate, Pioltello affogano nella neve, a Treviglio si è rifiutata di scendere. Puntuale arriva mia figlia, mi carica sulla sua auto. Entro in casa e mia nipotina fa: &#8221; Hai visto nonno che sei andato e tornato!&#8221; Rispondo ormai consapevole d&#8217;aver visitato il Polo Nord e d&#8217;essermi condotto da solo così lontano. Insomma, non starò diventando un giramondo?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//Paolo-spalatore-2-tiff.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2769" title="Paolo spalatore 2 tiff" src="http://www.angelinotedde.com/wp-content/uploads//Paolo-spalatore-2-tiff-150x150.jpg" alt="Paolo spalatore 2 tiff" width="150" height="150" /></a>Squilla i cellulare: &#8220;Angelino, qui nevica senza fine!&#8221; E&#8217; l&#8217;amico di Bologna che l&#8217;indomani mi manda per via email una foto degna della ritirata dalla  Russia. La Stalingrado italiana era sotterrata da 20 centimentri di neve e l&#8217;amico in completo costume sovietico, manca la stella rossa sul colbacco, spala la neve davanti alla sua abitazione. L&#8217;ho scampata bella, rischiavo la prigionia della neve.  Per l&#8217;anno prossimo sono ormai pronto, Bologna è a due passi da casa: vado e torno senza neve, naturalmente; quella la lascio all&#8217;amico che, da buon bolognese, è attrezzato a spalare.</p>
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