Categoria: versos in limba

Poesias de sos minores (II) a cura di Domitilla Mannu

Publicamus sas poesias de sos pitzinnos de s’iscola de s’obbligu premiadas in su prèmiu de poesia ammanizadu dae sa Circoscrizione N^ 2 de Tàtari sa die 6 de martu . Ant bìnchidu totu sos prèmios una tropa de pitzinnas de Santu Lussurgiu, chi sunt istadas ghiadas dae Francesca Manca, una mastra de balia chi animat s’assotziu culturale Elighes ‘Uttiosos, nòdidu pro s’impignu in s’ammanizu de manifestassiones culturales pro sa crèschida de sa limba e de sa cultura sarda

3^ PREMIU

SOS OGOS SUOS  de Mariangela Deriu – 12  annos

Ammajados
profunnos
prenos de allerghia.
A s’iscurigada
ddos abbaido,
sun sos primos isteddos
a s’illuminare.
In sos ogos suos
‘io ànghelos,
non potzo fagher a mancu
de ddos abbaidare.
Sa mirada sua
paret mi invitet
a unu ballu reale.
‘Io su munnu,
sa vida mia
paris a sa sua.
Nois duos solos
accumpanzados
dae su lughe lugh’ ‘e sos isteddos.
Ma…. mi acatto
ca sos isteddos prus mannos
sun sos ogos suos.

Categoria: versos in limba

Poesias de sos minores (I) a cura de Domitilla Mannu

Publicamus sas poesias de sos pitzinnos de s’iscola de s’obbligu premiadas in su prèmiu de poesia ammanizadu dae sa Circoscrizione N^ 2 de Tàtari sa die 6 de martu . Ant bìnchidu totu sos prèmios una tropa de pitzinnas de Santu Lussurgiu, chi sunt istadas ghiadas dae Francesca Manca, una mastra de balia chi animat s’assotziu culturale Elighes ‘Uttiosos, nòdidu pro s’impignu in s’ammanizu de manifestassiones culturales pro sa crèschida de sa limba e de sa cultura sarda.

1^ Prèmiu

” SA ‘ISIONE”          de Giovanna Guspini – 12 annos

Serra sos ogos
e ti atzappas
in sas alas

de unu dragu
chi ti faghet ‘olare
prus allargu
de sos confines
de su munnu
suba una nue
de tzùccaru modde
po porrer iscultare
sa melodia
de sos puzones
in unu regnu incantadu
in ue òmines,
animales e natura
biven in paghe.
Tottu poden ‘isionare!

2^ PREMIU

“EST BELLU A CAMINARE”   de Irene Ledda – 9 annos

Est bellu a caminare
sutta su paracu
a su reparu
de cussa ‘omighedda
comente un’antunnu
chi si movet
cun megus.

Est bellu
a iscultare
cussu balligheddu
de ‘uttios
asuba de sa conca mia.

Categoria: Recensioni

Il poema dell’Uomo-Dio di Maria Valtorta, vol. I

Ho terminato di leggere il volume primo dell’opera in più volumi della mistica Maria Valtorta e ne sono rimasto positivamente colpito. Si narra in pratica la vita di Gesù dall’annunciazione alla Vergine fino alla morte di San Giuseppe. Le rivelazioni sulla vita nascosta di Maria, Giuseppe e Gesù sono davvero consolanti e ci dicono che la famigliola sacra ha condotto una vita semplice, piena di tribolazioni e nella massima umiltà. Se non si trattasse della vita della nuova Eva, del grande e umile patriarca San Giuseppe, potrebbe rassomigliare ad una delle tante vicende familiari di povera gente: nascita di Maria da genitori anziani e presto persi, suo ingresso nel collegio femminile del tempio e profonda preparazione sulle scritture, ritorno nella sua casa verso i 15 anni e gradevole riscoperta delle sue mura domestiche.

La casetta con quanto vi poteva essere di essenziale: un piccolo orto interno con fiori e alberi da frutta. La sua dedizione alle attività domestiche: filatura,lavoro al telaio, cucito, ricamo, vita sobria e molto tempo dedicato alla preghiera. Vi giunge promessa sposa a Giuseppe, un falegname intemerato, che già per conto suo si era votato a Dio nella castità. Entrambi, secondo la legge ebraica debbono sposarsi, ma entrambi hanno già deciso di dedicare la lora vita a Dio nel lavoro domestico la prima e nella sua attività artigianale il secondo. Ecco ciò che fa la differenza rispetto ai comuni promessi sposi. Per entrambi uno straordinario evento li colpisce: lei apprende dalla comparsa dell’angelo d’essere la “gratia plena” e lui, improvvisamente catapultato nel dramma del misterioso concepimento di Maria, tra il dubbio e la certezza dell’onestà della promessa sposa, riceve in sogno un messaggio così come il Vangelo degli Apostoli racconta.

Comincia così la vita tribolata di Maria e Giuseppe e le tribolazioni crescono, dopo la nascita di Gesù in una povera grotta, le prime gioie di un figlioletto, e poi la fuga in Egitto.

Non voglio raccontare tutto e mentre scrivo so che debbo procurarmi gli altri 9 volumi, questo primo me lo son trovato in casa perché regalato, addirittura nel ‘93, da un’amica di mia figlia. L’ho preso in mano per curiosità, ho subito pensato a pie intuizioni prive di riscontri scientifici, poi per pura curiosità ho iniziato a leggerlo e sinceramente ne sono rimasto avvinto.

La Valtorta, una paralitica spentasi nel 1961 e nata nel 1897, scrive in modo scorrevole e appropriato, ma soprattutto avvincente. Mi auguro di rintracciare gli altri 9 volumi, (l’opera è in 10 volumi), così da poter conoscere nell’ordinarietà della famiglia di Nazarhet (paesino di scarsa importanza, al tempo, se non vi fosse vissuto Gesù, non solo falegname),la straordinarietà degli eventi, tutt’altro che profeta nel suo paese dove un giorno cercarono di buttarlo da un dirupo.

Benedetta Valtorta! Leggere gli altri 9 m’incuriosisce come non mai. Spero di rintracciarli tra i libri usati se non potrò acquistarli da qualche editore. Forse, qualche amico, dirà che sto uscendo di senno, Maria Valtorta non è mica Santa Teresa d’Avila o San Giovanni della Croce. Magari lo diverrà nel 2097, all’epoca io non ci sarò di certo, tanto vale che mi legga la sua opera in attesa di diventare barone nella tomba di famiglia.

Ange de Clermont

Categoria: Recensioni

Morte e ressurrezione dei Gesuiti (1759-1814) a cura di Paolo Bianchini

Paolo Bianchini,(a cura di), Morte e resurrezione di un Ordine religioso. Le strategie culturali ed educative della Compagnia di Gesù durante la soppressione (1759-1814), Vita e Pensiero, Milano 2006, pp. 232.

imagesE’ risaputo che la formidabile Compagnia di Gesù fu soppressa manu civili et manu ecclesiastica nel 1759 e fu restaurata nel 1814. I componenti della Compagnia, composta da oltre quindicimila unità furono espulsi dalle varie nazioni, eccettuata la Russia, e si può ben dire dispersi in tutta i paesi europei. I gesuiti spagnoli furono espulsi dalla Spagna, dotati di una magra pensione, e per qualche anno relegati in Corsica. I gesuiti sabaudi di Terraferma furono allontanati e costretti all’emigrazione fin dal 1720 e i loro collegi privati di qualsiasi prerogativa per il conferimento di gradi accademici e successivamente soppressi. La stessa sorte toccò ai gesuiti austriaci, mentre più varia fu la sorte dei gesuiti inglesi che scacciati da una parte fondarono collegi in altra parte del Regno Unito. In Italia si spostarono a seconda del gradimento dei vari sovrani e vescovi alcuni dei quali detestavano la Compagnia mentre altri  simpatizzavano con essa.

images-1E’ evidente però che i singoli figli di Sant’Ignazio non potevano scomparire così come le foglie al vento. In realtà furono attivissimi in tutte le nazioni europee come singoli intellettuali e particolarmente combattivi e impegnati in Francia nel dibattito culturale nella pubblicistica e nell’editoria. Fondarono riviste, le diressero o ne furono collaboratori, intrapresero iniziative editoriali e pubblicarono molte opere a volte avendo di mira l’illuminismo, a volte combattendolo a viso aperto, a volte sotterraneamente. Un certo numero di essi si iscrissero alle logge massoniche, per entrare in contatto coi dibattiti e con la cultura del tempo. La Russia offrì a molti l’opportunità di continuare ad esistere anche come Compagnia. I collegamenti fra loro furono tenuti sia dai vari superiori generali sia da quelli provinciali e si può dire che in genere non venne meno un modo per tenersi in contatto. Ci furono anche quelli che abbandonarono l’ordine, ma non abbandonarono né rinnegarono la loro formazione ignaziana. Un esercito di quindicimila intellettuali non si potevano bloccare con il semplice scioglimento delle strutture formali all’interno delle quali si erano formati.

images-2Il libro a cura di Paolo Bianchini, ricercatore in Storia dell’educazione presso la Facoltà di Scienze della formazione presso l’Università di Torino, cerca di dare risposta sia pure non esaustiva alla domanda su che cosa avvenne alla Compagnia di Gesù dopo che fu messa la bando. “Gli oltre quindicimila gesuiti che vivevano e operavano in ogni parte del mondo rinunciarono davvero alla regola di Sant’Ingnazio?”

Gli studiosi Nicolò Guasti, Paolo Binachini, Maurice Whitehead, Bruno Signorelli, Antonio Trampus, Paul Shore, Sabina Pavone, Marek Inglot S. J., provano a dare una loro risposta alla domanda loro posta dal comune impegno euristico.

Angelino Tedde

Categoria: versos in limba

Sardos de mundu de Anghelu de sa Niéra

images-3Popoladu est su mundu
de sese miliardos
lu giramus in tundu
ch’a semus sardos 4

Dae s’Africa niedda
a s’America bianca
in sardu tue faedda
in limba franca. 8

images-4Inue b’est s’istudiadu
inue b’hat missione
ponimus su siddadu
de su sardu sermone. 12

Dae s’Asia a s’Australia
giramus sempr’in tundu
leamus totu a bàlia
sardos de mundu. 16

images-5Zenerosu e zentile
su sardu giradore
puru senza fusile
si move che- i s’astore. 20

Nos cheren sas bajanas
ca semus de peraula
e in domos de janas
issas nos naran faulas. 24

images-6Semus tribagliadores
subra, suta sa terra
ma grandes amadores
finz’in sa gherra. 28

Zente d’ogni zenia
nos atzetat totue
ma sardos de nadia
non imbetzamus cue. 32

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